Oggi “c’è un clima che assomiglia molto agli anni Trenta. Certo, non dobbiamo esagerare, chiaramente non c’è Hitler, forse dei piccoli Mussolini…”: lo ha detto il commissario europeo agli Affari economici, Pierre Moscovici, tornando a dirsi preoccupato per la progressione dei populisti in Europa a meno di un anno dalle elezioni europee del 2019. “La storia, come diceva Raymond Aron, è tragica, bisogna evitare che sprofondi nelle sue ore più buie”. Moscovici ha sottolineato peraltro che, almeno alle prossime elezioni, i populisti non conquisteranno la schiacciante maggioranza dell’Assemblea Ue, ma otterranno comunque una “forte progressione“.

Parole che non sembravano riferite in particolare a Roma, ma il vicepresidente del Consiglio Luigi Di Maio lo ha visto come un atto di accusa anche all’attuale governo italiano: “L’atteggiamento da parte di alcuni commissari europei è inaccettabile, veramente insopportabile. Dall’alto della loro Commissione europea si permettono di dire che in Italia coi sono tanti piccoli Mussolini, non si devono permettere!”. “Non solo non si devono permettere – ha proseguito il ministro – ma questo dimostra come queste siano persone totalmente scollegate dalla realtà: questo è il governo che ha il più alto consenso in Europa, e veniamo trattati così da commissari europei, da una Commissione, che probabilmente tra 6-8 mesi non esisterà più, perché i cittadini alle prossime elezioni europee manderanno a casa una buona parte dell’establishment”. Una posizione condivisa anche dall’altro vicepresidente del Consiglio, Matteo Salvini: “Il commissario Ue Moscovici, anziché censurare la sua Francia che respinge gli immigrati a Ventimiglia, ha bombardato la Libia e ha sforato i parametri europei, attacca l’Italia e parla a vanvera di tanti piccoli Mussolini in giro per l’Europa. Si sciacqui la bocca prima di insultare l’Italia, gli italiani e il loro legittimo governo”.

Moscovici, per la cronaca, aveva fatto riferimento all’Italia proprio in relazione a Salvini, parlando appunto del sovranismo. “L’Italia – aveva detto il commissario europeo agli Affari economici parlando della questione immigrazione – è il Paese che ha il ministro più nazionalista e al tempo stesso il Paese che avrebbe maggiore bisogno di solidarietà” da parte dei partner Ue. “Sulle migrazioni – aveva aggiunto rispondendo a una domanda sulla revisione dei Trattati di Dublino – la Commissione europea è stata piuttosto dalla parte giusta: ha presentato delle proposte, che però sono state rifiutate da alcuni Stati, più in particolare, quelli che pensano che l’Europa sia popolata solo da cristiani bianchi, quando invece non è vero…”. Un riferimento indiretto, quello di Moscovici, ai cosiddetti Paesi di Visegrad, tra cui l’Ungheria di Viktor Orban. Quindi un nuovo appello a “combattere” e a “mobilitarsi” contro i populisti in Europa, anche in vista delle elezioni europee del 2019. “Se non reagiamo – ha aggiunto – il peggio può accadere”. Moscovici, ha quindi ricordato di essere figlio di un esule rumeno rifugiatosi a Parigi. “Non posso concepire l’Europa come un continente chiuso, anche se non può accogliere tutti”. “Per rispondere alla crisi migratoria – ha concluso – serve una una risposta ferma ed umana”.