Polemiche e defezioni al Salone del Libro di TorinoAltaforte, casa editrice di Casapound, parteciperà all’evento presentando il libro “Io sono Matteo Salvini, intervista allo specchio scritto da Chiara Giannini con prefazione di Maurizio Belpietro. Una presenza che ha portato a una serie lunga di rinunce, inaugurata il 4 maggio dalle dimissioni dello scrittore Christian Raimo dal comitato editoriale. La presidente nazionale dell’Anpi, Carla Nespolo, ha annullato la sua partecipazione e lo stesso hanno deciso il fumettista ZeroCalcare, la casa editrice People, il collettivo di scrittori Wu Ming e il saggista Carlo Ginzburg, che avevano annunciato il loro no già il 5 maggio.

Ora a soffiare sulle polemiche arrivano le parole dell’editore di Altaforte, Francesco Polacchi, che ha rivendicato ai microfoni di Un giorno da pecora di essere “fascista nell’unico senso possibile”. “L’antifascismo è il vero male di questo Paese”, ha aggiunto il numero uno della casa editrice che, lanciata a settembre, ha già dato alle stampe diversi volumi tra cui “La dottrina del fascismo” di Benito Mussolini e Giovanni Gentile, “Ho difeso Licio Gelli” firmato da Augusto Sinagra, avvocato del “maestro venerabile” e iscritto alla P2, e ha in catalogo titoli come “Il cinema tedesco del Terzo Reich – Da Weimar agli anni di Goebbels” e “Diario di uno squadrista toscano“.

La prima defezione di giornata è stata quella di Carla Nespolo, presidente nazionale dell’Anpi. Avrebbe dovuto presentare, il 10 maggio, il volume di Tina AnselmiLa Gabriella in bicicletta”, edito da Manni. Invece non ci sarà. Il motivo, fa sapere l’Associazione nazionale partigiani, “è legato all’intollerabile presenza al Salone della casa editrice Altaforte che pubblica volumi elogiativi del fascismo oltreché la rivista Primato nazionale, vicina a CasaPound e denigratrice della Resistenza e dell’Anpi stessa”.

Poi è stata la volta di ZeroCalcare: “In effetti ho annullato tutti i miei impegni al Salone del libro di Torino – scrive su Facebook il fumettista, al secolo Michele Rech – sono pure molto dispiaciuto, ma mi è davvero impossibile pensare di rimanere 3 giorni seduto a pochi metri dai sodali di chi ha accoltellato i miei fratelli, incrociarli ogni volta che vado a pisciare facendo finta che sia tutto normale”. “Sono contento anche che altri che andranno proveranno coi mezzi loro a non normalizzare quella presenza, spero che avremo modo di parlare anche di quello”, aggiunge ZeroCalcare. Che conclude: “Qua ogni settimana spostiamo un po’ l’asticella del baratro“.

Non arretra di un millimetro, invece, Michela Murgia: “Se CasaPound mette un picchetto nel mio quartiere che faccio, me ne vado dal quartiere? – domanda la scrittrice – Se Forza Nuova si candida alle elezioni io che faccio, straccio la tessera elettorale e rinuncio al mio diritto di voto? Se la Lega governa il paese chiedo forse la cittadinanza altrove? No. Non lo faccio. E non lo faccio perché da sempre preferisco abitare la contraddizione piuttosto che eluderla fingendo di essere altrove. Per questa ragione al Salone del libro di Torino io ci andrò e ci andranno come me molti altri e altre. Lo faremo non ‘nonostantè la presenza di case editrici di matrice dichiaratamente neofascista, ma proprio ‘a motivo‘ della loro presenza”.

Sulla stessa lunghezza d’onda Chiara Appendino: “Torino è antifascista – premette le sindaca del M5s – Questo semplice concetto in premessa deve essere molto chiaro, così come deve essere altrettanto chiaro che, in democrazia, non esistono alternative praticabili a questa posizione. A quei valori liberali, democratici, antifascisti, vogliamo tenere fede. L’occasione è utile per ricordare che la Città di Torino, Medaglia d’oro alla Resistenza, sarà presente al Salone internazionale del libro. Sarà presente con il suo stand e i suoi eventi, incarnando nella sua bandiera quei valori di libertà e uguaglianza che fanno parte della nostra stessa identità“.

“Da tempo ci troviamo davanti ad aperte apologie del fascismo e manifestazione politiche, penso a Casa Pound o Forza Nuova, che esplicitamente fanno riferimento al nazismo e al fascismo – si legge in una nota del governatore del Piemonte, Sergio Chiamparino – Il mio invito mio è che è tempo che su questi fenomeni le autorità preposte valutino se ci sono gli estremi di appellarsi alla Costituzione che vieta la rifondazione del partito fascista. In assenza di questo, al di là dei miei giudizi personali, cioè che non gradisco la presenza di quella casa editrice al Salone del Libro, altro conto è impedirle di esercitare un suo diritto”.

Il primo a rinunciare era stato Christian Raimo, che aveva annunciato il passo dietro in seguito alle polemiche scoppiate per un post su Facebook, poi cancellato, in cui incluso Adriano Scianca del Primato nazionale tra i giornalisti che “con i loro libri sostengono un razzismo esplicito e formano think tank organici con il governo”. “Ogni spazio pubblico è oggi un luogo di battaglia, culturale, politica, civile, antifascista – ha scritto oggi Raimo – Io andrò al Salone del libro di Torino, non più da consulente: la ragione per cui mi sono dimesso è che non voglio la presenza di editori dichiaratamente fascisti o vicini al fascismo – penso che il Mibac, ossia lo Stato, debba tutelare questo diritto per tutti, e proteggere il Salone da ogni ingerenza fascista; penso che l’Aie e l’Adei, ossia le associazioni degli editori, debbano affrontare radicalmente questa questione”.

La serie di defezioni era proseguita con il collettivo di scrittori Wu Ming e con il saggista Carlo Ginzburg. “Mai gomito a gomito con i neofascisti: Altaforte è di fatto la casa editrice di Casapound“, ha spiegato la band letteraria nata nel 2000. E Ginzburg ha sottolineato, di “condividere pienamente” le motivazioni di Wu Ming: “Annullo la mia partecipazione, per una scelta politica, che non ha nulla a che fare con la sfera della legalità”.

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