Il record messo in discussione perché non è cittadina italiana. Questa la storia di Great Nnachi, la 14enne che sabato 27 aprile ha battuto il primato italiano di salto con l’asta tra le cadette (14-15 anni) senza però avere ancora la nazionalità. Come racconta La Repubblica, la giovane atleta è nata a Torino da genitori nigeriani e sabato scorso ha saltato 3,70 metri stabilendo il nuovo primato nazionale a 21 centimetri dal record del mondo della sua categoria (quello assoluto femminile è invece pari a 5,06 m). La ragazza ha frequentato le scuole elementari e le medie in Italia, ma fino a 18 anni non sarà cittadina: così prevede la legge. Per questo il 24 maggio il consiglio federale della Fidal (Federazione italiana di atletica leggera) dovrà decidere se il record registrato da un atleta “equiparato” sia valido o meno. Il presidente del Coni, Giovanni Malagò, dal canto suo, ha preso posizione auspicando l’omologazione dei risultati.

“Ha le potenzialità per diventare un fenomeno”
Il record di 3,70 metri è un ottimo risultato. Per intenderci, fino al 1988 sarebbe stato record mondiale assoluto. Mentre oggi diventerebbe “semplicemente” record italiano della categoria cadette superando il risultato ottenuto da Francesca Semeraro nel 2012. “Il record mondiale della categoria Cadette è 3,91 metri ma al mondo non c’è nessuna ragazza che ha le sue qualità“, ha spiegato a Repubblica il suo allenatore Luciano Gemello. Che si è spinto più in là: “Tecnicamente è ancora all’inizio ma è una ragazza che ha le potenzialità per diventare un fenomeno. Per le qualità morali che ha si meriterebbe di vincere un’Olimpiade“. Great ha conquistato anche un titolo italiano a Rieti partecipando al campionato nazionale per regioni. Lì non ci furono problemi a certificare il successo mentre ora la Fidal ha precisato: “La questione se sia record italiano o meno è controversa, tant’è che il 24 maggio prossimo il consiglio federale della Fidal avrà all’ordine del giorno proprio l’interpretazione della norma dello Ius soli sportivo: il record registrato da un atleta ‘equiparato’ è record italiano o no?”

Il presidente del Coni Malagò: “Assurdità”
Il presidente del Coni Malagò ha preso posizione ai microfoni di Sky Sport: “Non voglio essere strumentalizzato o strumentalizzabile ma vi prego: cerchiamo di chiudere, è giusto che ogni Federazione faccia sì che anche senza la maggiore età sia in grado di omologare i risultati”. “A prescindere da quello che decide la politica – continua il presidente –  il mondo dello sport reclama questa assurdità per cui dei ragazzi nati in Italia devono aspettare i 18 anni per mettere la maglia azzurra e omologare i risultati”. Sulla stessa onda Riccardo D’Elicio, presidente del Cus Torino, la società di Great: “Io credo che a volte saper copiare non sia sbagliato: a proposito di integrazione, di ius soli per gli atleti, guardiamo cosa fanno all’estero, dalla Francia all’Inghilterra“. “Lo sport rappresenta una grande opportunità per l’integrazione, partendo dal concetto che questi ragazzi che hanno avuto esperienze complicate sono spesso un passo avanti rispetto ai nostri figli che talvolta educhiamo sotto una campana di vetro“, conclude D’Elicio.

Cosa dice la legge
Il caso di Great Nnachi non è il primo nel nostro paese. Nel salto con l’asta c’era stata un’altra clamorosa vicenda nel 2015: l’allora 15enne Roberta Gherca saltò addirittura 3,91 metri. Da cittadina romena, tuttavia. Infatti l’atleta è italiana solo dal 2018: per questo il record non compare nell’albo dei primati della Federazione. Albo che attesta ancora invece il risultato di Francesca Semeraro (3,65 m) imbattuto – secondo i documenti ufficiali – dal 2012. Dal 2016 esiste una legge che permette ai minori stranieri di essere tesserati presso le federazioni sportive e gareggiare regolarmente con le loro società. Ciò vale per tutti i minori che risiedono regolarmente sul territorio “almeno dal compimento del decimo anno di età”. Ma non è stata ancora applicata alla convalida dei record e non permette nemmeno di essere inseriti nelle selezioni nazionali.

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