Raimondo Etro era un brigatista. Uno che per anni ha combattuto e ucciso i rappresentati dello Stato. Oggi, all’età di 68 anni, potrà vivere grazie a quello stesso Stato. Due giorni fa infatti, la sua domanda per ottenere il reddito di cittadinanza è stata accettata. “Prenderò 780 euro – ha raccontato al Corriere della Sera – 280 come contributo per l’affitto, il resto per la spesa. Di certo andranno via tutti”.

Nel 1998, Etro è stato condannato dalla Corte d’Assise a 20 anni e 6 mesi per concorso nel sequestro e nell’omicidio di Aldo Moro e nell’eccidio della scorta. Partecipò anche all’assassinio del giudice Riccardo Palma, ma all’ultimo momento rifiutò di sparare. La legge prevede che il reddito di cittadinanza non possa essere dato a chi, negli ultimi dieci anni, ha avuto una pena definitiva per mafia e terrorismo. L’ex-brigatista, essendo stato condannato condannato più di vent’anni fa, ne ha pieno diritto.

Del sostegno dello Stato, non si vergogna: “La mia vita l’ho buttata al vento, facendo però pagare il prezzo ad altri che non c’entravano niente. Perciò, se ci saranno proteste e il reddito di cittadinanza mi verrà ritirato, pazienza, non mi opporrò. Ho sempre considerato le pene che abbiamo avuto, io e tutti gli altri Br, fin troppo miti. Io il 6 marzo scorso ho fatto domanda alle Poste perché sto affogando, sono un vero povero e devo riconoscere che, dopo aver detto tante cattiverie contro Di Maio e i Cinque Stelle, il reddito per me è una boccata d’ossigeno”.

“Il mio Isee è pari a zero – ha chiarito – non sono lavoratore dipendente né autonomo, vivo vendendo libri su eBay, ho una Ford Fusion del 2004 comprata usata. Mia zia Valeria morì nel 2013 e mi lasciò 55 mila euro, la sua polizza sulla vita. Ma pian piano questi soldi sono finiti, perché dopo la separazione nel 2011 vivo da solo in affitto a via della Pisana e pago 850 euro al mese, più le bollette. Sono anche invalido, operato di tumore al rene nel 2012 al San Carlo di Nancy: tra i chirurghi c’era un ex di Ordine Nuovo”.

Etro ha detto che sta cercando lavoro: “Sono iscritto a un centro per l’impiego dal 2017, ma fino a oggi non mi è arrivata una chiamata. Accetterei di tutto: farei le pulizie, lavorerei in un call center. Ma forse il lavoro in Italia oggi non c’è“.

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