Calci e pugni al volto e alla testa, coltellate e colpi di catena, dopo aver accerchiato la vittima solo perché aveva ‘osato’ calpestare il suolo del centro di Monza, che ritenevano una zona loro. Così agiva il branco di giovanissimi arrestati dalla squadra mobile che si ispirava al videogioco Gta di cui parlavano al telefono, tanto da farsi un tatuaggio sul palmo della mano come i gangster protagonisti. La banda – composta da 6 ragazzi di 18 anni, tutti finiti in carcere, e anche da alcuni minorenni le cui posizioni sono al vaglio del Tribunale per i minorenni di Milano – aveva scelto un tatuaggio di numeri che una volta chiusi e accostati i palmi permette di leggere la scritta ‘Acab’ (acronimo di All cops are bastards, tutti i poliziotti sono bastardi).

Nei confronti delle vittime usavano espressioni come “Tu da qui non te ne vai finché non lo decido io” e, ancora, “questa è zona nostra. Come ‘trofei’ per le aggressioni, rapinavano i malcapitati di sigarette, cuffie per iPad, cellulari e poco altro. Nell’ordinanza il gip che ha disposto per loro la detenzione in cella parla di giovani con “collocazione culturale dove prevale l’abbandono degli studi, il totale disinteresse per il lavoro e qualsiasi altra cosa che non sia la violenza”. 

I sei sono accusati di almeno 10 episodi di rapina aggravata e di un tentato omicidio, opera – stando alla ricostruzione degli inquirenti – di quella che in città era nota la ‘compagnia del Centro’ o ‘compagnia del Ponte’. “Sappiamo che le rapine sono di più, per questo rivolgiamo un appello a chi le ha subite perché superi la paura e denunci”, ha detto il procuratore di Monza Luisa Zanetti. “La loro violenza, che non ha altra ragione se non il soddisfacimento della sete stessa di violenza, può e va fermata con le denunce”, ha proseguito Zanetti. “Il loro obiettivo – ha sottolineato – era umiliare e spaventare, tanto che alcuni giovani non vogliono più frequentare il centro città”.

Le giovani vittime venivano scelte quando si trovavano in situazioni di minorata difesa e spesso la forza intimidatrice del branco era sufficiente da sola a far desistere il malcapitato da ogni tentativo di resistenza. Il gruppo agiva anche solo per imporre il proprio controllo sul centro di Monza, come testimoniano alcuni episodi di semplici aggressioni senza sottrazione di beni spesso accompagnate da frasi come “questa è la nostra zona” oppure l’aggressione ai danni di una senzatetto.

Grand Theft Auto, spesso abbreviato in ‘GTA’, è il nome di una serie di videogiochi d’azione sviluppati in Usa per pc, smartphone e tablet e venduti in oltre 200 milioni di copie. Il gioco è seguitissimo da molti adolescenti e ha suscitato già varie polemiche per la violenza della trama e dell’azione in cui si cala chi gioca. Infatti i protagonisti, partendo dal furto d’auto, devono gestire una gang e contendersi la città con missioni violente contro le bande rivali.