La riforma è realtà. Con 403 voti favorevoli, 162 contrari e 44 astensioni il Parlamento europeo ha approvato in via definitiva il regolamento che rafforza la Guardia di frontiera e costiera europea. Le modifiche già concordate con i ministri dell’Ue all’Agenzia Frontex, che si occupa della gestione delle frontiere esterne dell’Unione, introducono un corpo permanente di 10mila unità entro il 2027, con 5mila che saranno già operativi dal 1 gennaio 2021. Sarà composto da guardie di frontiera e guardie costiere dell’agenzia e da personale distaccato su base obbligatoria dai Paesi Ue. L’Italia dovrà fornire a regime 610 persone e sarà il terzo Paese per contributo di personale dopo Germania e Francia. Sarà creato, inoltre, un pool di intervento rapido per le emergenze.

L’agenzia così rafforzata, secondo quanto si legge nel testo del regolamento, avrà numerosi compiti: tra questi, si occuperà di monitorare i flussi migratori, di monitorare la gestione delle frontiere esterne da parte degli Stati membri e verificarne la capacità e la preparazione nel fronteggiare eventuali minacce, di fornire assistenza nei rimpatri e nelle operazioni di ricerca e soccorso in mare, di assistere gli Stati con interventi rapidi alle frontiere in caso di “sfide specifiche e sproporzionate”. Il regolamento deve ora essere formalmente approvato dal Consiglio prima di poter entrare in vigore 20 giorni dopo la pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale Ue.

Il Movimento 5 Stelle si è opposto alla riforma “perché la sovranità dei Paesi nella gestione dei propri confini è compressa in modo eccessivo e inopportuno – afferma l’eurodeputato M5s Ignazio Corrao – Si dà la possibilità alla Commissione di commissariare lo Stato membro ritenuto non in grado di gestire le frontiere, fino a dare agli Stati confinanti la possibilità di reintrodurre controlli alle frontiere interne qualora le raccomandazioni dell’agenzia non siano correttamente attuate”.

“La sovranità nazionale è assolutamente garantita – la replica del commissario europeo alle Migrazioni, Dimitris Avramopoulos – non ci potranno essere ingerenze senza il consenso degli Stati membri”. “Non c’è motivo di preoccuparsi”, ha aggiunto, interpellato a riguardo durante una conferenza stampa.