In punta di piedi è scivolata via dal dibattito sempre vivace tra i due partiti che governano il Paese il tema della disabilità. E’ odiosamente irritante dire che lo avevamo previsto ma tanto è. E’ terribilmente triste osservare che Movimento 5 stelle e Lega, dopo le finzioni e gli annunci di una trionfante campagna elettorale, sembrano aver gettato la maschera.

La politica NON vede i disabili ritorna, ahimè, uno slogan efficace a descrivere lo stato dell’arte delle politiche di welfare per i disabili. Ora anche gli irriducibili sostenitori del governo del cambiamento devono ammettere che i disabili e la disabilità è stato un tema utilissimo in campagna elettorale ma che restano inalterati i problemi per oltre 4 milioni di persone in difficoltà.

Malinconico rileggere gli annunci di Salvini e Di Maio, i veri co-presidenti del Consiglio, che fantasticavano attenzione concreta a tutte le politiche di sostegno ai disabili. Qualcuno, rettifico, molti, elettori gli avevano creduto. Qualcuno addirittura, mai smentito dagli astuti leader, pregustava finalmente un aumento delle misere pensioni di invalidità.

Diverse associazioni hanno mostrato – come è giusto in una democrazia – fiducia alle promesse, alle voci ispirate di parlamentari e sottosegretari  della maggioranza, che da più parti “raccontavano” quello che sarebbe avvenuto in pochi mesi. Altri, come chi scrive, provavano a leggere i documenti ufficiali del Mef e del Miur e non scorgevano traccia delle annunciate meravigliose rivoluzioni del governo gialloverde.

I documenti finora liquidati dallo Stato, infatti, non fanno riferimento ad aumenti delle pensioni di invalidità né ad assunzioni per 40.000 insegnanti di sostegno eppure qualcuno seguita a pescare nel torbido lasciando intravedere queste possibilità.

Niente, pochi spiccioli per l’autismo e il Dopo di noi ma tagli certificati alla scuola dell’inclusione nei prossimi anni e soprattutto il flop clamoroso del reddito di cittadinanza per le famiglie con disabili all’interno. Reddito di cittadinanza male e poco distribuito considerando il drammatico peso di un disabile in famiglia.

Le prospettive di crescita economica dell’Italia ed il debito pubblico crescente rendono la prospettiva fosca per il mondo della disabilità ma di questo, si sa, è meglio non parlarne troppo in giro: la disabilità è miseramente scomparsa dall’agenda politica dei rivoluzionari gialloverdi al governo del paese. Non del tutto però, c’è tempo fino la prossima campagna elettorale per strapparsi le vesti ed urlare contro il nemico invisibile.

Che, come è noto, è sempre di un’altra forza politica.

Che pena.

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