Una scoperta archeologica? Può trasformarsi anche in un evento da seguire in tv. Un grande evento, programmato e quindi trasformato in una trasmissione di sicuro successo. Nella notte tra domenica e lunedì l’archeologo egiziano Zahi Hawass e la sua équipe ‘hanno accompagnato’ i telespettatori. Prima nell’esplorazione di un labirinto di tombe sotterranee e poi all’interno delle camere di un complesso funerario, appena fuori dalla città di Minya, lungo il Nilo, a sud de Il Cairo. Ma il vero clou è stato l’apertura di tre sarcofagi.

Tre le mummie scoperte, due relative a dei sommi sacerdoti e una femminile, identificata in una cantante nel tempio del dio Thot, contemporanea della 26a dinastia e dunque databile a più di 2.500 anni fa. Scoperti molti altri materiali, tra cui un calco in cera del volto di uno dei sommi sacerdoti, un antico gioco da tavolo, i resti di un cane e diversi contenitori usati per conservare gli organi di una delle mummie. L’episodio “Egypt Live” della serie “Expedition Unknown“, della durata di due ore, è stato trasmesso contemporaneamente su Discovery Channel, Travel Channel e Science Channel. Con grande soddisfazione del produttore della trasmissione. “Diciannove anni fa abbiamo aperto la valle delle Golden Mummies in diretta televisiva. E ora, quasi 20 anni dopo, il dottor Hawass ha contribuito ad una scoperta altrettanto importante. Al punto da meritare un’altra trasmissione dal vivo. Siamo entusiasti di aver partecipato a questi due eventi epici, qui in Egitto “, ha detto il produttore esecutivo Leslie Greif.

Ovviamente entusiasti gli archeologi. “Mai nei miei 50 anni di ricerche archeologiche ho sperimentato qualcosa di così grande. I risultati ottenuti sono completamente speciali e assolutamente unici”, ha detto Hawass. Ma aldilà della scoperta, senza dubbio di grande rilievo, va sottolineato il suo risalto mediatico. La trasmissione ha celebrato il rinvenimento potendo contare, oltre che su Zahi Hawass e sul famoso presentatore americano Josh Gates, noto per le sue avventurose scoperte in tutto il mondo, sul commento di Chris Jacobs e di Mostafa Waziri, il segretario generale del Supremo Consiglio delle Antichità d’Egitto. Il tutto con una regia da hoc, capace di suscitare grandi emozioni.

Rimarrebbe da chiarire un ultimo aspetto, quello relativo ad una eventuale transazione finanziaria tra il canale e lo Stato egiziano per ottenere l’autorizzazione a riprendere le diverse operazioni. Peccato che un portavoce di Discovery, interrogato sulla questione, non abbia voluto offrire alcuna informazione. Quel che appare probabile è che la scoperta potrà contribuire ad incrementare il turismo archeologico in un Paese che dopo la rivoluzione del 2011 e la successiva crisi, solo dal 2018 ha ricominciato ad essere una meta per molti. L’Egitto, tante volte accusato di mancanza di rigore scientifico nelle indagini archeologiche e di negligenza nella conservazione delle sue antichità, diventa una star televisiva. “Siamo stati i primi a vedere questi incredibili tesori antichi. Ma forse la cosa più impressionante è quanto c’è ancora da esplorare. Sono molto felice che il programma sia stato visto da milioni di persone in tutto il mondo. Stiamo inviando un importante messaggio che l’Egitto è al sicuro e invitiamo i turisti a venire “, ha affermato Waziri. Miracoli dell’archeologia, in televisione.

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