Il Play di Modena è la più importante manifestazione fieristica italiana dedicata al gioco da tavolo: coniuga al meglio il gioco giocato con la riflessione culturale. Quest’anno ci sono andati 44mila visitatori: un record! Una sorta di paradiso, non solo per i “gamer”, ma anche per le famiglie e per i bambini. Centinaia le novità presentate, impossibile tener conto di tutte: orde di giocatori passavano di tavolo in tavolo, di stand in stand, in certi momenti era davvero difficile trovare un posto libero. Il direttore artistico dell’evento, Andrea Ligabue, era raggiante, per la crescita complessiva della manifestazione, in termini sia numerici che culturali. Un plauso anche alle tante Associazioni che hanno contribuito al successo.

E proprio da alcuni eventi culturali vorrei cominciare.

Intanto nell’ìinCONTRO l’azzardo si è ribadito un concetto fondamentale: giocare sano costituisce di per sé una prevenzione per le patologie dell’azzardo: tutti gli operatori ne sono convinti e un gruppo interdisciplinare di scienziati ha messo in campo un’indagine statistico-epidemiologica per dimostrarlo. Uisp, Balena Ludens, Federludo, PlayRes e tanti altri gruppi sono pronti a scendere in campo con iniziative concrete: mai prima d’ora c’è stata una simile attenzione.

Altra cosa molto importante: è partito il rilancio di GioNa, l’Associazione nazionale delle Città in Gioco. Presidente è stato eletto Filippo Gasperi, sindaco di Gradara. Non solo Gradara è uno dei più bei borghi d’Italia, ma nel mondo dei giochi ha anche un altissimo valore simbolico. A Gradara infatti tante cose hanno avuto inizio. Il Festival Italiano dei Giochi per esempio (che si svolgeva nell’ambito del contenitore culturale Gradara Ludens) dal 1991 al 1993 vi ha raccolto per la prima volta tutti gli operatori e gli appassionati di tutte le forme di gioco. Chi c’è stato non lo può dimenticare. A Gradara è nato il Premio Archimede per giochi inediti e a Gradara è nata – appunto – GioNa.

Bando alla nostalgia… la GioNa di oggi, col suo nuovo statuto, apre non solo ai Comuni e agli altri enti pubblici, ma anche ad aziende e associazioni (hanno per esempio subito aderito importanti associazioni nazionali come Uisp e Ali per Giocare); in altre parole GioNa intende connettere tutti i soggetti che credono nel valore culturale e sociale del Gioco, insomma, fare “network”. Presto l’inizio dell’operatività.

Il gioco educa alla convivenza, alla differenza, alla curiosità. Il gioco fa capire il significato del rischio, fa imparare a vincere e a perdere, ma anche a cooperare. Il gioco pretende delle regole e il loro rispetto. Consente anche la trasgressione consapevole. Il gioco è, per tutti questi motivi, , concretamente, portatore di pace. Le Città in Gioco sostengono progetti sociali e culturali in cui il gioco sia motore di relazioni positive e costruttive, in tutto il mondo. (dal Manifesto delle Città in Gioco)

Ma non potremmo parlare di Modena-Play, senza citare qualche gioco…