Katie Bouman ha 29 anni ed è una delle giovani scienziate che hanno partecipato all’evento scientifico dell’anno, la prima foto di un buco nero. È stata proprio lei infatti a ideare uno degli algoritmi utili all’elaborazione dei dati raccolti dall’Event Horizon Telescope che hanno restituito la prima immagine reale dell’ombra di un buco nero. Una foto destinata ad entrare nella Storia. Dopo la scoperta, Katie ha pubblicato un post su Facebook in cui si dice incredula di quanto fatto e condivide anche una foto che la ritrae sorpresa ed emozionata davanti allo schermo, mentre il software da lei sviluppato riaggregava le immagini raccolte da 8 radiotelescopi distribuiti in tutto il mondo. Uno scatto che è diventato presto virale sui social e che è stato anche associato ad altre foto storiche di scienziate.

“Guardo incredula la prima immagine di un buco nero che ho ricostruito. Nessuno di noi avrebbe potuto farlo da solo. Ci siamo riusciti grazie a tante persone differenti con percorsi diversi”, ha detto Katie, spiegando: “L’ immagine mostrata oggi è la combinazione di immagini prodotte da molteplici metodi. Nessun algoritmo o persona ha fatto questa immagine, ma è servito il fantastico talento di un team di scienziati provenienti da tutto il mondo e anni di lavoro sodo”. Un lavoro durato oltre tre anni, che ha coinvolto più di 200 persone tra scienziati e ricercatori. “Però Katie è stata una parte fondamentale del team”, ha confidato Vincent Fish, uno dei ricercatori dell’Osservatorio Haystack.

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