“Spero che io abbia qualcosa da offrire agli altri, di poter essere un esempio per ragazzi e ragazze più giovani, che magari vedono in me una capace di vivere la propria verità, fregandosene di cosa gli altri potrebbero pensare.” Laura Pergolizzi alias LP, è esattamente ciò che canta e lo si capisce subito dal modo in cui risponde alle domande e dalle sue canzoni, semplici e dirette. “Prendi il mio amore, prendi la mia anima, prendi semplicemente ciò che puoi …” La cantautrice statunitense è ritornata nelle radio italiane con “Girls Go Wild”, una dichiarazione d’amore, una ballad sognante nel video come nell’arrangiamento minimale in cui ritroviamo il suo inconfondibile fischio. “Girls Go Wild” è il secondo singolo estratto dall’album, Hearth To Mouth, uscito a dicembre 2018. Disco che arriva a due anni di distanza dal successo di “Lost on you”. LP ha ereditato la passione per la musica dai genitori, figli di emigranti italiani. I nonni materni erano napoletani e quelli paterni palermitani. “Quando ero piccola – racconta LP – mia mamma ascoltava Luciano Pavarotti, Enrico Caruso e altre opere di cantanti italiani.”

Cosa ami di più della cultura italiana?
Il cibo, l’architettura, la musica, l’opera.

A cosa non puoi rinunciare nell’arco di una giornata?
Caffè, yoga e amore (ride).

Quando non suoni cosa ami fare?
Mi piace molto bere un drink con gli amici e leggere. Adoro fare tante cose tranquille perché la mia vita è molto caotica, ma detto questo mi piace anche andare alle feste sfrenate!

Hai scritto per tanti artisti tra cui Rihanna e Christina Aguilera, per chi ancora ti piacerebbe scrivere?
In questi giorni sono molto concentrata a scrivere per me. Ecco dove sono la mia testa e il mio cuore. E sono le collaborazioni che di solito arrivano a me, non le cerco.

Hai scritto per tante star, ci sono canzoni di altri artisti che avresti voluto scrivere?
Bohemian Rhapsody, penso che in tanti avrebbero voluto scriverla e poi vorrei aver scritto I Will Always Love You.

La musica contribuisce a formare l’identità di chi l’ascolta. Quanto è stata importante per te?
Non penso di averlo capito da subito, ma credo che, come a molte altre persone, la musica mi abbia fatto intravvedere un mondo. Quando ho sentito per la prima volta i Queen, non potevo credere alle mie orecchie. C’era qualcosa a riguardo che mi ha scioccato. Ero abituata ad ascoltare l’opera in casa mia e poi, improvvisamente, ho sentito qualcosa che aveva quelle qualità, ma anche un rock and roll, un senso selvaggio che non sapevo nemmeno potesse convivere insieme. Anche quando ho sentito i Nirvana e Jeff Buckley non potevo credere che questa esperienza fosse accaduta nella mia testa!

È ancora lunga la battaglia LGBT?
Penso che sarà una battaglia in essere… Le donne devono avere i diritti che meritano su tutta la linea ma non è ancora così. La battaglia per l’uguaglianza è combattuta e condotta da tanti gruppi in questo mondo ed è una sfida costante.

Ci sono cose che sei riuscita a dire solo attraverso le canzoni?
A volte sì. Certe volte credo che le cose siano troppo reali o troppo dure da dire nella vita di tutti i giorni. Forse potrei essere colpevole di essermi “nascosta” dietro alle parole di alcuni miei brani ma per me ha senso quando, in qualche modo, si sposa con una melodia.

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