Incasinato ma coerente. Punto e capo. Ultimo (Niccolò Moriconi), regala il diario della sua vita tra le note del suo ultimo album “Colpa delle favole”, che chiude la trilogia dopo i fortunati “Pianeti” (disco di platino) e “Peter Pan” (doppio disco di platino), in vetta alla classifica degli album più venduti dopo rispettivamente 59 e 56 settimane. La vittoria a Sanremo Giovani 2018 con “Il ballo delle incertezze” e il secondo posto a Sanremo 2019 con “I tuoi particolari”. Il tutto in soli due anni e mezzo.

Insomma c’è da perdere la testa con un successo dietro l’altro di questa portata e in realtà il cantautore si espone, parlando delle sue paure, le sue difficoltà nell’affrontare i sogni che si realizzano. Lo fa con l’unica sua arma possibile: la musica. Ma nella vita di un artista non c’è solo la musica. I social, le interviste, il marketing, gli Instore, il tour sono tutte le attività collaterali che riguardano un progetto discografico. E poi c’è la fama “che ha il suo peso non lo nascondo – ci racconta – ma penso anche che ci sono tanti lavori nel mondo con tutti i pro e i contro. Riflettendo su questo concetto ritengo che ad oggi i contro, sul fatto dell’essere famosi, per me siano accettabili. Diciamo la verità il ‘successo’, e lo metto tra virgolette perché è una parola pericolosa, è arrivato tutto assieme e con tre dischi, Sanremo compresi. E’ stata una crescita velocissima per me. Ammetto che non ho avuto il tempo ad abituarmi a questa cosa. Queste circostanze mi hanno destabilizzato e allo stesso tempo cerco di dire a me stesso quanto sia stato fortunato, rispetto alle persone che lo sono state meno di me”.

Allontaniamo da subito qualsiasi nube relativa alla polemica scaturita, durante l’ultima conferenza stampa al Festival di Sanremo, quando per una parola detta da Ultimo (ha chiamato Mahmood “il ragazzo”, durante un discorso) si è scatenato il “buu” immediato della Sala Stampa. “Non ho nulla contro Mahmood e spero lui non ce l’abbia con me. Detto ciò, si creano situazioni un po’ sbagliate perché magari il contesto in cui uno si esprime può travisare alcune parole”. Punto e a capo.

Il prossimo singolo è “Rondini al guinzaglio” che è sostanzialmente lo specchio di chi è Ultimo oggi: “Mi sento bloccato e per carattere cerco sempre una evasione. In realtà neanche io so dove andare e rimango con la richiesta di aiuto in mano, vorrei qualcuno mi portasse a qualche parte”. Però per stessa ammissione del cantautore, dopo qualche titubanza, la verità è che non ha mai chiesto aiuto a qualcuno, se non “scriverlo nelle canzoni”.

Però l’amicizia è un valore fondamentale per Ultimo e lo racconta in “Aperitivo grezzo”: “Al parcheggio vicino casa mia ci vado ancora con i miei amici, rientra in quelle piccole cose ancora fattibili nonostante la fama. Poi devo anche confessarvi che molti miei compagni nemmeno conoscono le mie canzoni (ride, ndr). La cosa che contraddistingue il nostro rapporto è l’autenticità e anche la condivisione. Non è un caso che io faccia poche Stories su Instagram, ma quando le pubblico sono sempre insieme a loro mentre mangiamo l’amatriciana con un bel bicchiere di vino. E sono felice così”.

Nonostante i suoi 23 anni, Ultimo riflette molto sul suo passato come in “La Stazione dei ricordi”, in cui parla della mamma: “Riflettendo sul rapporto che ho avuto in passato con mia madre cambierei diversi eventi che sono accaduti. E’ ovvio che ripensandoci, molte cose avrei potute evitarle. Provocavo solo per il gusto di essere un bastian contrario, il finto ribelle. Insomma tornando indietro cercherei di avercela meno con tutti e senza motivo”.

Onestà e coerenza sono le sue stelle polari nella vita: “Nel mio percorso artistico cerco sempre di essere coerente. Non amo e non riesco a parlare di cose di cui non vorrei parlare. Questo si traduce anche nelle cose pratiche. Se dico ‘chi nelle vita mi ha portato da zero a tre varrà sempre di più di chi da tre mi porterà a dieci’, vuol dire che so che chi mi conosce da zero sa chi sono veramente, mentre quello che mi vorrebbe portare a dieci mi vede per quello che sono diventato”.

Il 27 aprile parte “Colpa delle favole tour” e non ci sarà spazio per nessun Instore: “E’ vero che non voglio fare gli instore, non perché io non voglia incontrare il mio pubblico, anzi. Se vedo i miei fan per strada sono ben lieto di scambiare due chiacchiere con loro e di fare una foto. Ho chiesto alla mia casa discografica di evitare, pur andando contro certi interessi, perché trovo sia poco rispettoso far comprare il disco a un fan solo per avere vicino l’artista. Ma a cosa serve? A finire primo in classifica? Dai…”

Infine il 4 luglio appuntamento già sold out allo Stadio Olimpico: “Non avrei mai potuto immaginare di cantare in uno stadio perché l’ho sempre visto come una prospettiva lontana per me. Ora che diventerà realtà per me è una sensazione di qualcosa di strepitoso. Spero di regalare emozioni ed è per questo che il palco sarà essenziale”.

Ci lasciamo con una speranza e un augurio: “Bisognerebbe essere tutti più incoscienti e cercare meno consapevolezze. Non esiste una obiettività nel modo di vivere. Vorrei che fossimo tutti più spensierati”. Unica certezza è che a trent’anni Ultimo si prenderà una pausa dalla musica “per studiare filosofia, mi ha sempre affascinato”. Punto e a capo.

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