Voglio chiudermi in un bar, poi spogliarti sulla metro, fare a pugni con quel trans“, canta Irama nel brano “Stanotte”, contenuto nell’ultimo album del cantante di Amici. Una frase che ha suscitato, con qualche mese di ritardo, la reazione di Vladimir Luxuria: “Non è bello che in un album che si intitola ‘Giovani’ e che ai giovani è rivolto si citi nell’elenco di cose di fare in una serata, fare a pugni con quel trans. Eppure Irama sembra un artista molto sensibile e in un momento come questo, dove al Congresso della Famiglia ci dicono che ci dobbiamo curare o che andremo all’inferno, forse bisognerebbe avere più cura dei messaggi che si lanciano”, attacca l’attivista Lgbt.

“Perché poi i fan quelle parole si trovano a cantarle in coro durante un concerto. Tutti insieme a ‘fare pungi con quel trans’. Non vorrei che qualcuno prendesse alla lettera quelle parole, perché di episodi di violenza contro i trans già ce ne sono molti“, continua l’opinionista per poi aggiungere in un tweet che la canzone “incita alla violenza” invitando le radio a “non mandare in onda questo invito alla transfobia” concludendo che “da Irama non me lo sarei aspettato”.

Il cantante al momento non ha replicato all’ex parlarmentare ma si era già espresso sull’argomento lo scorso novembre in un’intervista a Rolling Stone: “Non sono omofobo. In quella canzone dico ‘Fare a pugni con quel trans’. Questa cosa ha scatenato una piccola polemica che mi fa molto sorridere. Ci sono uomini, ci sono donne, ci sono transessuali e trovo davvero ridicolo chi pensa che io sia omofobo. Non ho nulla a che vedere con l’omofobia. Anzi, è una cosa schifosa. Semplicemente ho litigato con quella persona e l’ho raccontato in un testo. A volte penso che le minoranze si sentano in dovere di accusarmi sul fatto che io sia omofobo, ma non lo sono affatto. E poi non ho detto ‘con un trans’, ma ‘con quel trans’. Non con una persona in generale, ma con quella persona. Mi sembra evidente che io stessi litigando con quella persona. E questo non ha nulla a che fare con l’omofobia. Io lancio un messaggio in italiano, poi se le persone non colgono la nostra lingua, non deve essere un mio problema”, aveva concluso Irama. Tornerà sull’argomento?

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