di perUnaltracittà – laboratorio politico

Colline di Firenze verso Careggi, zona ospedaliera da sempre votata ad accogliere chi è in difficoltà. Trenta bambini con i loro familiari, un centinaio di persone in tutto, quando vanno a dormire – mercoledì scorso – non sanno che sarà l’ultima notte che passeranno nel loro letto. Vivono in uno stabile occupato perché è la loro unica possibilità nella città della rendita turistica e che negli ultimi anni ha espulso dal centro storico migliaia di persone in nome del profitto facile. Firenze scopre della loro esistenza alle 11.13 del mattino, quando il sindaco Dario Nardella annuncia orgoglioso su Twitter il loro sgombero: “Sta procedendo senza criticità lo sgombero dell’immobile occupato in via del Pergolino. È il n. 47 dal 2014. Anche stavolta sta funzionando il modello Firenze: no uso della forza e assistenza alle persone fragili (20 famiglie con bambini). Ringrazio il Comune di Firenze e forze ordine”.

Un atto così civile non poteva lasciare in silenzio Matteo Salvini: “Sono felice perché gli impulsi che abbiamo dato (col Decreto sicurezza e non solo) rendono gli sgomberi più agevoli e stanno dando frutti in molte città italiane”, ha commentato il ministro degli Interni che ha ringraziato “chi è intervenuto, a partire da prefetto e forze dell’ordine”. E quindi la parola passa al prefetto Laura Lega che ringrazia “il Comune di Firenze la cui fattiva collaborazione conferma quanto sia positiva una strategia attentamente pianificata insieme alle amministrazioni locali, che permette di restituire gli immobili ai legittimi proprietari, salvaguardando nel contempo le situazioni di reale fragilità sociale”.

Uno sgombero che mette d’accordo tutti, in nome del rispetto dei più deboli: “fragilità sociale”, “persone fragili”, “nessun uso della forza” sono le parole chiave. Del resto come avrebbero potuto difendere il proprio letto trenta bambini e i loro genitori davanti ad un reparto della celere? Ma sui social questa retorica funziona, chi comanda in città, e nel paese, in difesa della proprietà privata vince facile nonostante l’articolo 42 della Costituzione reciti “La proprietà privata è riconosciuta e garantita dalla legge, che ne determina […] i limiti allo scopo di assicurarne la funzione sociale e di renderla accessibile a tutti”. A tutti, meno a chi non ha un tetto, qui a Firenze, sotto il cielo di Careggi.

La realtà è però un’altra, diversa dalla narrazione social degli esponenti di spicco di Lega e Partito Democratico. Medici per i Diritti Umani segue da anni uno dei trenta bambini – cacciati sì, ma accolti perché fragili – e tocca con mano il “Modello Firenze” rivendicato da Nardella.

Ecco la denuncia di Medu: “Il bambino, molto piccolo, è affetto da una grave patologia malformativa renale. Ha già subito un intervento chirurgico e due lunghi ricoveri ospedalieri, ed il rischio di nuove complicanze, incluse infezioni gravi, è molto concreto. La struttura in cui sono state sistemate temporaneamente le famiglie sgomberate non è indicata per la situazione sanitaria del piccolo. C’è muffa nelle stanze, bagni condivisi in ogni piano, lavori di ristrutturazione in atto in tutto l’edificio (con calcinacci e materiale edili negli spazi comuni), polveri e rumori assordanti. Come parte della terapia salvavita, deve seguire una dieta speciale per pazienti nefropatici, ma la struttura non si dispone di una cucina. La mamma e la nonna si sono subito procurate una piastra elettrica che tengono nella loro stanza, per terra, in condizioni di emergenza. Le condizioni complessive della struttura rendono peraltro la struttura non indicata per nessuno dei minori presenti. Come già immediatamente segnalato al Comune di Firenze, Medici per i Diritti Umani chiede che il minore assieme alla sua famiglia sia trasferito urgentemente in una struttura idonea alle sue condizioni”.

Nardella, Salvini, ci pensate voi?

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