Un’edizione di transizione a tutti i livelli la 69ma del Festival di Berlino in chiusura fra due giorni, ma con il concorso prematuramente finito a causa del ritiro dell’atteso film di Zhang Yimou, impossibilitato a mandare la copia ufficialmente “per cause tecniche”. È chiaro che la motivazione divulgata da Berlinale non possa svelare la probabile verità dietro al mistero di Yi miao zhong (Un secondo), presumibilmente legata al blocco del visto censura in Cina. Orfana dunque del maestro dello Shaanxi, la kermesse sta vivendo le ultime sue giornate sotto la direzione di Dieter Kosslick già con il conto alla rovescia per l’arrivo di Carlo Chatrian, che la guiderà insieme a Mariette Rissenbeek: l’italiano si occuperà della direzione artistica mentre la collega tedesca assumerà quella organizzativa. Le novità annunciate, per il momento, si limitano al considerevole slittamento di data in avanti: nel 2020 Berlinale si terrà dal 20 febbraio al 2 marzo con la celebrazione della 70ma edizione. Sorprese, dunque, sono da auspicabilmente da prevedersi.

Ma tornando al presente, la selezione ufficiale fra concorso e fuori, e di quanto potuto visionare da altre sezioni, ha offerto ben poche emozioni. Questo non esclude la presenza di buone – a tratti ottime opere – dislocate nel programa monstre del festival: il vero problema è la scarsa quantità di tale qualità in quella che dovrebbe suonare come la categoria principe. Certamente qualunque film potrà salire sui vari gradini dell’orso-podio (lo scorso anno il massimo premio andò al film peggiore…), ma nel complesso di un personale giudizio ponderato unito alla valutazione di accoglienza fra stampa internazionale e pubblico, solo una manciata di titoli potrebbe ambire a dei riconoscimenti. Fra questi è incluso il “nostro” La paranza dei bambini di Claudio Giovannesi accanto all’ambizioso e intelligente israeliano Synonymes di Nadav Lapid, la sorpresa macedone Gospod postoi, imeto i’ e Petrunija (God Exists, Her Name is Petrunya) di Teona Strugar Mitevska, il solido e attualissimo Grâce à Dieu di François Ozon, il seducente macedone Öndög di Wang Quan’an (già Orso d’oro nel 2007) e l’epico dramma famigliare cinese Di jiu tian chang (So long, my son) del veterano Wang Xiaoshuai, che ha già vinto diversi Orsi ma mai il più prezioso.

Fra i migliori in campo nell’ambito dell’intero programma si conferma lo squadrone tricolore: cinque film diversamente validi che propongono un uso personale e indubbiamente evoluto del mezzo cinematografico. Alte sono le probabilità che tra concorso e Panorama un premio parlerà italiano. Stasera, intanto, da godere i festeggiamenti alla grande Charlotte Rampling che verrà celebrata con l’Orso alla carriera alla presenza – anche – della nostra Liliana Cavani che la rese indimenticabile icona ne Il portiere di notte nel 1974.

close

Prima di continuare

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità ci aiutano a pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo, ma non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Sei arrivato fin qui

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it e pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi però aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Diventa Sostenitore
Articolo Precedente

Un’avventura, il solito musical? Non proprio. Con le canzoni di Battisti e Mogol il film con Laura Chiatti è originale, struggente e anche pop

prev
Articolo Successivo

Big Mountain County, una band italiana tutta da scoprire. E il loro nuovo singolo è una vera festa

next