Per tante band che restano, di cui spesso ricordiamo gesta e ricorrenze, colgo felice l’occasione oggi di parlare di un progetto musicale nuovo che si appresta a uscire, nei prossimi mesi, con il suo secondo disco: i Big Mountain County. I più fortunati e vicini potranno ammirarli dal vivo a partire da domani sera a Milano, all’Ohibò, a Roma, al Monk, e al Covo Club di Bologna in apertura ai Cloud Nothings: realtà americana con la quale condividono le sterzate e le punte più noise e psichedeliche. Per tutti gli altri, la possibilità più concreta e immediata di entrare in contatto con la formazione romana è rappresentata anzitutto dalla visione del video (qui di seguito riportato) del brano Just A Boy (diretto da Paolo Sfirri): abbastanza esplicativo anche delle intenzioni e del comportamento on stage della band. Coreografico, liberatorio e festoso.

https://youtu.be/Q9-SUetLZuM

Attivi dal 2012, hanno speso gran parte della loro pur breve attività artistica girando per tutta Europa partecipando ad alcune delle più importanti manifestazioni musicali in scena nel vecchio continente: Sziget Festival, Binic Rome Psych Fest su tutte. Nel 2015 esce il loro primo album Breaking Sound: nove tracce inedite marcatamente garage registrate tra ottobre e novembre dell’anno precedente che colpirono gli addetti ai lavori come gli organizzatori di eventi per dirittezza e maturità negli arrangiamenti, e che verranno poi immortalate in buona parte in versione live nel successivo Anachronicle (2016), registrato sempre nella capitale presso la Locanda Atlantide. Unitamente al sapore unico e moderno della loro proposta, quella dei Big Mountain County si caratterizza per essere al contempo una costante opera di recupero della tradizione punk-psichedelica italiana, che fioriva e sbocciava fino a pochi decenni fa prima di lasciare definitivamente spazio ai giganti della new wave e del rock alternativo la cui onda lunga è presente ancora al giorno d’oggi nelle nostra quotidianità.

Per questo, e tutto il resto che ognuno di voi avrà modo e voglia forse di riscontrare, nei nomi e nei cognomi di Alessandro Montemagno (voce, chitarra), Francesco Conte (chitarra, synth), Wolfman Bob (basso e maracas) e Bruno Mirabella (batteria) è giusto riporre le aspettative maturate già a partire dal debutto e che i quattro non faranno probabilmente alcuna fatica a mantenere intatte con un nuovo album in uscita in primavera.

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