Pochi gironi fa è stata pubblicata sul quotidiano Antimafia Duemila un’intervista i cui contenuti mi hanno profondamente inquietata per la gravità del quadro che, lì dentro, viene dipinto, a partire dalla vicenda della morte dell’urologo Attilio Manca.

Già due settimane fa il settimanale L’Espresso – grazie a uno dei più bravi giornalisti che oggi l’Italia offre, Fabrizio Gatti – aveva acceso i riflettori sulla persona dell’attuale sottosegretario agli Interni in quota M5s, Luigi Gaetti, sulla sua azione poco comprensibile nella Commissione Antimafia della passata legislatura relativamente al caso Manca, e sulla scelta di uno dei suoi più stretti collaboratori, l’ex capocentro dei Servizi segreti interni di Messina negli anni delle stragi del 1992-93. Eppure, nei giorni seguenti, nessun esponente del Movimento 5 stelle ha ritenuto di rilasciare dichiarazioni in merito e, non ho potuto fare a meno di notare, nessun commento è pervenuto neanche dai banchi dell’opposizione, Pd in testa, così bravi e celeri a criticare i 5 stelle per ogni passo falso essi compiano, a partire dalla grammatica italiana.

Poi è stata la volta di quella intervista, che elenca tutta una serie di azioni poste in essere, tra gli altri, dal dottor Gaetti, uno dei più alti esponenti di questo governo, sicuramente il più alto in fatto di lotta alla mafia.

Infine, il 12 febbraio, si è svolta a Barcellona Pozzo di Gotto la commemorazione per il 15esimo anno dalla morte di Attilio Manca. Presenti, oltre alla famiglia della vittima, ai loro legali, e a Paolo Borrometi (al telefono), il senatore cinquestelle Mario Michele Giarrusso, membro della Commissione antimafia.

Il suo intervento (al minuto 1.32.40) ha aggiunto benzina sul fuoco della mia inquietudine. Sul suo collega Gaetti si è espresso così: “Sulle vicende di Luigi Gaetti, mi sento di raccontare solo una cosa, di quella interrogazione (quella presentata – e subito ritirata – dal senatore Gaetti il 3 maggio 2017 di cui si parla anche nell’intervista sopra citata, nda). Nella scorsa legislatura (…) quando [Gaetti] veniva con le interrogazioni, in genere le passava ai colleghi per farle firmare… poi, eravamo colleghi dell’antimafia. Quella interrogazione di cui parli, a me non l’ha mai passata per farmela vedere. Ma l’ha passata alla mia collega di Catania, Nunzia Catalfo, che di tutto si occupa tranne che di mafia, però è siciliana. Così ha avuto la firma di un siciliano, in quell’atto. Stiamo ancora là a cercare di capire come sia finito in quel posto, chi ce l’ha messo, perché… (…) Purtroppo quando si finisce in questi buchi neri è buio pesto, si cammina a tentoni, non si riesce a vedere la luce, non si riesce a capire chi sta con chi e chi fa cosa. Veramente difficile.”

Giarrusso ha poi continuato “Tu hai parlato della responsabilità del sottosegretario per la gestione dei pentiti e dei collaboratori e per la morte del parente del collaboratore a Pesaro. Gaetti non è stato audito in Commissione antimafia, come tutti credono, è stato audito in Ufficio di Presidenza. E non ti dico anche là, ma perché Ufficio di presidenza? Perché era il 3 gennaio, c’erano le ferie… e non si poteva convocare la Commissione antimafia per un fatto così grave? Io ho imposto però che venisse verbalizzato, come se fosse in Commissiona antimafia e quindi che restasse il verbale agli atti. Quello che si è ottenuto è che non c’è stata la diretta con i giornalisti. Misteri”.

Dopo aver letto i sopracitati articoli e dopo aver sentito le parole del senatore Giarrusso, non posso esimermi, da cittadina, dal chiedere pubblicamente spiegazioni o, quantomeno, una presa di posizione – fosse anche in difesa, motivata – da chi si professa essere il “movimento del cambiamento”.

Dov’è finita la tanto decantata trasparenza? L’apparire, oltre che essere, onesti? L’ex senatore, oggi sottosegretario, ha qualcosa da dire sulla sua azione circa il caso Manca e sul resto? Il “capo politico del Movimento” Luigi Di Maio e i parlamentari tutti hanno chiesto spiegazioni all’interessato? L’attuale Presidente della Commissione Antimafia, Nicola Morra, che a seguito dei pubblici auguri ricevuti su Facebook per la sua elezione ha ringraziato Luigi Gaetti per essere stato “un ottimo maestro”, ha una sua posizione sull’argomento? I deputati dell’opposizione non sentono alcuna necessità di chiedere chiarimenti? Agli attivisti del Movimento 5 stelle – ma anche del resto dei partiti in Parlamento e fuori – non interessa la questione? Non è forse dovere dei rappresentanti delle Istituzioni il rispondere alle richieste di spiegazioni e di trasparenza del cittadino?

Lascio su questa pagina i suddetti inviti, sperando che non rimbalzino, come siamo purtroppo abituati a vedere, sui ben conosciuti muri di gomma dell’arena politica.

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