Mahmood. Definire l’opera di un artista “moderna” non è cosa buona: “il moderno invecchia”. Pezzo “stiloso”, come lui. Medioriente e fantasia. Il ragazzo sa scrivere. 7 e 1/2

Enrico Nigiotti. Un ragazzone (con una certa gavetta alle spalle) in preda alla nostalgia. “La ricchezza sta nel semplice”, dice. E il pezzo è semplice: puntata massima sull’emotività. Ormonometro femminile in salita. 6 e 1/2

Anna Tatangelo. Bella è bella, Anna. Peccato faccia lo stesso effetto di altri cantanti in gara: sembra cantare sempre lo stesso brano. Uno dice, “dai, è giovane, chissà che pezzo ‘fresco’ porterà stavolta”. E invece niente: la solita solfa. 5+

Sanremo 2019, le pagelle della terza serata: lo stile di Mahmood, l’emotività di Nigiotti e il “segreto” di Renga

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