Poco prima di annunciare la fiducia al decreto che contiene le misure in materia di sostegno e semplificazione per le imprese e per la Pubblica Amministrazione, il cosiddetto dl Semplificazioni, la Camera aveva respinto una questione pregiudiziale, illustrata da Forza Italia, secondo cui il provvedimento conteneva un ampio spettro di norme che “non appaiono riconducibili al già ampio oggetto del decreto”, che si presenta come “disorganico e disomogeneo”. Proprio su questo punto si sono rifatte le opposizioni, specialmente dopo che il ministro per i Rapporti col Parlamento, Riccardo Fraccaro, ha detto che il governo avrebbe posto la fiducia sul decreto che, dopo il passaggio in Senato, va convertito entro il 12 febbraio. “Ma quale cambiamento?” ha domandato, ironicamente, uno scatenato Enrico Borghi (Pd) rivolto ai banchi dell’esecutivo. “Questa ormai è la vostra prassi. Scavalcate il Parlamento”.

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