L’ex magistrato simbolo di Tangentopoli, Antonio Di Pietro, ha abbandonato tribunali e aule del Parlamento per darsi all’agricoltura. Per la precisione fa il contadino – youtuber. L’ex magistrato ha creato infatti “La Terra è uguale per tutti”, un programma in cui dà consigli ai Millenials, cercando di convincerli a tornare alla terra. Compresa la figlia che, nonostante la sua laurea alla Bocconi, viene chiamata spesso in causa dal padre, che la invita a dargli una mano con il trattore e la vanga. 

Un po’ come la legge quindi, anche “La Terra è uguale per tutti“, dice un Di Pietro soddisfatto nella sua nuova vita: “Finalmente vedo dei giovani che si sono decisi a fare agricoltura. E’ la dimostrazione che chi usa la testa è in grado di fare anche attività agricola. Anzi. Con la testa i nostri nonni e i nostri padri ci hanno campato e ci hanno mandato all’università“. La terra, insomma, richiede capacità intellettuali che vanno anche oltre le strette competenze legate in materia.

L’ex magistrato però mette subito in chiaro, in uno dei primi filmati, che non è il mestiere adatto però a chi vuole guadagni facili. Ma ci si può campare a patto che si punti molto all’autoproduzione e all’autoconsumo, o, meglio ancora se si abbina il lavoro nei campi con l’agriturismo. Il programma è trasmesso dalla piattaforma multimediale Pop Economy, disponibile online e sul canale 224 del digitale terrestre. 

Secondo Di Pietro infatti, “è un bene che si divulghino, anche in tv, le tematiche agricole, dai grandi scambi commerciali internazionali su grano e olive (che Canada e Turchia ci fregano) alla verità sui fondi europei, dai prodotti taroccati al complicatissimo rapporto dei contadini con la politica e, soprattutto, col commercialista”. Il suo obiettivo infatti, è anche quello di preparare “i contadini del domani” su tutte le sfide che andranno ad affrontare in campo economico, burocratico e legislativo, non solo in ambito nazionale ma anche in quello Europeo.

close

Prima di continuare

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità ci aiutano a pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo, ma non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Articolo Precedente

Flavia Vento, il suo appello a Matteo Salvini: “A Roma neanche una discarica per la differenziata, che schifo! Pensaci tu”

prev
Articolo Successivo

Meghan Markle, le frasi sulle banane per incoraggiare le prostitute di Bristol diventano virali

next