“Promesse elettorali M5S mantenute e non avrei mai immaginato di riuscire a portare casa in sette mesi di governo le misure principali del contratto di governo”. Così Luigi Di Maio esordisce nella conferenza stampa ‘quello che diciamo facciamo’ alla Camera dei Deputati. Eppure alcuni annunci sono stati disattesi: lo stop al Tap, il no al Muos, lo stop all’acquisto degli F35, il ‘mai più condoni‘, il No al ‘Terzo valico‘, e l’annuncio fatto al termine della campagna elettorale delle misure del primo decreto legge, da approvare nel primo consiglio dei ministri, contenente l’abolizione dei vitalizi (misura già realizzata) ed il taglio di 30 miliardi di sprechi e il taglio degli stipendi dei parlamentari.

Su questo il Vicepresidente del Consiglio e ministro del lavoro e dello Sviluppo Economico risponde: “Quel taglio sarà oggetto del team ‘mani di forbice’ che si metterà al lavoro nel 2019. Il taglio degli stipendi contiamo di portarlo a casa entro l’estate e a cavallo tra agosto e settembre porteremo a casa anche il taglio di 345 parlamentari e – aggiunge – sugli F35 non c’è ancora nulla di deciso e per il M5S resta una spesa inutile”. Per il leader M5S le misure annunciate e disattese non avranno ripercussioni nelle prossime tornate elettorali e sulle prossime elezioni europee sottolinea: “Saranno un referendum sull’austerity. I cittadini europei dovranno decidere tra continuare a tagliare dal welfare e dai diritti per finanziare un debito che continua a crescere o cominciare ad aiutare le persone che ne hanno bisogno, proprio per far crescere l’economia e abbassare il debito? Io credo che questo referendum si celebrerà con un esito positivo per chi si schiererà contro l’austerity”.

Articolo Precedente

Pensioni, Boeri: “5500 domande. Dato in linea con le attese, è presto per parlare di boom per Quota 100”

next
Articolo Successivo

Tav, Pd: “Esposto alla Corte dei Conti per danno erariale”. Toninelli: “Sono loro che abbassarono la testa con la Francia”

next