Manifestazione gremita quella che si è svolta in piazza Montecitorio, nonostante la pioggia, dove artisti, politici e gente comune hanno chiesto di far sbarcare i migranti da giorni a bordo della Sea Watch. Prima dell’esecutivo gialloverde, però, ci sono stati il ‘codice di autoregolamentazione delle Ong’, gli accordi con i governi in Libia, la cessione di motovedette ai libici e le notizie dei lager dove sono trattenuti i migranti. La società civile, dunque, si sta mobilitando con troppo ritardo rispetto alle stragi in mare? “Io parto dal criticare il governo precedente e le politiche di Minniti – è il pensiero dello scrittore Sandro Veronesi – ma arriva un momento in cui la misura è colma. Prima col governo Gentiloni era una cosa meno strafottente, una vergogna che io pesavo si potesse affrontare senza una mobilitazione come questa. Però nessuno di noi – precisa lo scrittore – ha steso un velo sulle responsabilità precedenti”. “Non è vero che ci si sta mobilitando solo adesso, abbiamo fatto tante mobilitazioni anche durante il governo Gentiloni quando Minniti era ministro dell’Interno. In questo momento però le persone vengono lasciate in mare impedendo loro di sbarcare. Il che equivale a un sequestro di persona” afferma la scrittrice Michela Murgia.

Per la Presidente dell’Anpi, Carla Nespolo “ci sono responsabilità anche del precedente governo, ma questo non può essere un alibi: qui, col caso della Sea Watch, siamo di fronte anche a una persecuzione individuale. Naturalmente se ci fosse stata una sinistra più consapevole e più democratica, oggi non saremmo a questo punto”. “Se siamo arrivati a questo è perché negli scorsi anni non abbiamo fatto sentire le nostre voci” è la riflessione dello scrittore e autore teatrale Alessandro Bergonzoni. “Nel Mediterraneo centrale si sta sviluppando un vero e proprio genocidio, si contano migliaia di morti e altre migliaia che non si contano perché non ne sappiamo nulla” commenta Nicola Fratoianni che, negli scorsi giorni è salito per un blitz ispettivo, sulla Sea Watch. Tra la folla, pochi i deputati Pd presenti, tra questi Ettore Rosato, Roberto Giachetti e Lia Quartapelle (che non riconosce errori nelle politiche del messe in campo sul tema dell’immigrazione). Le critiche ai dem, tuttavia, non mancano, a partire da Riccardo Magi (+Europa) e Fratoianni:”Il Pd ha responsabilità enormi. Oggi è positiva la scelta oggi di voler salire sulla Sea Watch, ma a questo spero segua un ripensamento radicale rispetto alle scelte fatte negli anni passati. Perché se tu apri la strada, mettendo ostacoli al lavoro delle Ong, se tu regali motovedette alla Libia e fai un accordino con un Paese che non è in grado di rispettare i diritti umani, finisce che poi arriva uno più cattivo di te e fa il pieno di voti”. Per Riccardo Gatti della Open Arms “questo governo porta avanti una violenza dialettica, ma il rifiuto dei migranti non è un problema di adesso. Oggi come prima c’è una politica basata sul disprezzo dell’essere umano”.

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