Una giovane donna uccisa e seppellita sotto una coltre di terra e foglie viene trovata da un cercatore di funghi e frettolosamente seppellita, dopo l’indagine del medico legale, con il nome di Maria NN nel cimitero di Priverno, in provincia di Latina. È settembre del 1983. Da qualche mese sono scomparse Emanuela Orlandi e Mirella Gregori, ma nessuno le associa. Solo ora un messaggio su Whatsapp inviato alla trasmissione Chi l’ha Visto rimette tutto in discussione.

Io sono originaria di Priverno, ma di questa storia non ho mai sentito parlare. Anche se viene addirittura citata un’Ansa con la descrizione della sfortunata. Avrei potuto saperne di più dalla mia carissima amica e collega Mina Picone, attenta cronista del luogo, ma lei non c’è più. Allora ho cominciato a indagare tra parenti e amici. I ricordi sono lontani e fievoli. È stato fatto tutto in fretta e archiviato il caso come “scomparsa di una prostituta straniera”, mi dice Maria Vittoria De Marchis, insegnante e mente storica della città. E conferma anche lei che se ne è parlato poco.

Troppo poco. Con qualche eccezione. Anna Maria Scampone, scrittrice e autrice di testi teatrali, colpita dalla storia e dalla violenta morte ne parla nel suo libro Di donne e di coltelli. E nell’incipit del racconto Senza nome scrive: “No, nemmeno nei miei incubi peggiori ho presagito quanto mi sarebbe accaduto. Mai e poi mai avrei potuto supporre di morire così, senza un’identità e senza un nome, senza qualcuno che pianga tutte le sue lacrime per me”. La donna che lei tratteggia nel racconto è la prostituta straniera dell’immaginario collettivo. Che tale è rimasta in tutti questi anni. Nessuno si è più preoccupato di conoscere chi fosse. E da dove venisse. Fino ad ora.

E come quando – solo dopo aver spostato terriccio e foglie morte – lei è stata trovata, anche gli altri ora rimuovono il velo dell’oblio dalla propria memoria, che improvvisamente riprende vigore. Ed è tutto un riaffiorare di ricordi. Di piccoli ricordi. Il nome Maria, racconta Anna Dini, le è stato dato da una signora di Priverno che ha un congiunto morto vicino alla sua tomba. Mia madre, racconta Daniela Giuli, era andata per funghi qualche giorno prima del ritrovamento. Per il cattivo odore che sentì cambiò direzione, pensando a un animale morto. Si parlava di un’arcata dentale in oro, dice Gaetano Mastrantoni, per questo hanno pensato a una straniera.

Chi ne ha sentito parlare di più e conosce la storia – come Marilena Canori, figlia dell’impresario funebre del tempo – non ha mai dimenticato e scrive alla trasmissione. Nei paesi, si sa, la pietas è ancora un sentimento conosciuto e non viene mai meno. Amore e compassione esistono e resistono. Soprattutto a Priverno. E lo dico con orgoglio. Qualcuno, infatti, come fa con i parenti, ha portato e continua a portare fiori sulla tomba di questa sfortunata. Sarà pure una sconosciuta, sarà pure una prostituta, sarà pure una straniera, ma ormai è entrata a far parte della comunità, anche se da morta. Adesso però, seppur tardi, è arrivato il momento di dare delle risposte. Chi è Maria NN? Da dove viene? Come mai solo oggi viene associata alla scomparsa della Orlandi e della Gregori? È possibile che sia una di loro?