A novembre 2018, mese di piena entrata il vigore del decreto Dignità, le assunzioni con contratto a termine sono calate di 51mila unità, a poco più 215mila dalle oltre 266mila del novembre 2017 (erano state 301mila a ottobre 2018). Giù da oltre 111mila a meno di 79mila anche i contratti di somministrazione. Nello stesso mese sono invece raddoppiate le trasformazioni di contratti a termine in rapporti a tempo indeterminato: sono passate dalle 21.910 di novembre 2017 a 43.859. L’aumento delle trasformazioni era comunque in corso già dall’inizio del 2018 per effetto da un lato del forte incremento dei contratti a termine nel 2017, arrivati a scadenza l’anno scorso, dall’altro degli sgravi per le assunzioni stabili degli under 35 previsti dalla legge di Bilancio 2018. I nuovi rapporti di lavoro stabili invece solo saliti di poco, da 86.305 a 88.504. E’ quello emerge dall’Osservatorio dell’Inps sul precariato pubblicato giovedì.

Già da agosto, mese in cui il decreto che limita a 24 mesi la durata dei rapporti a termine è entrato in vigore solo per i nuovi contratti stipulati di lì in poi (da novembre si applica invece anche alle proroghe), si è registrato uno stop della crescita dei contratti a termine e in somministrazione, che era stata forte all’inizio del 2018. Quanto alle cessazioni di rapporti di lavoro, a novembre quelle che hanno riguardato contratti stabili sono state 112mila, in calo dalle 126mila del novembre 2017, e quelle di rapporti a termine 158mila contro le 179mila dello stesso mese dell’anno prima. Al contrario sono cessati 41.752 contratti stagionali, più dei 39.849 chiusi a novembre 2017. In aumento nel mese le domande di disoccupazione: sono state 223.728, il 5,2% sullo stesso mese del 2017.

Nel complesso nei primi 11 mesi del 2018 le assunzioni sono state 6.890.000 (+5%) a fronte di 6.265.000 cessazioni (+8,8%) con un saldo positivo di 625.000 contratti contro gli 807mila dello stesso periodo del 2017. Nel periodo la variazione netta sui rapporti di lavoro a tempo indeterminato (assunzioni più trasformazioni meno le cessazioni) è stata positiva per 231.677 unità. Il risultato è stato positivo soprattutto grazie al boom delle trasformazioni di rapporti a tempo indeterminato (+69,3%). Il 7,2% del totale dei rapporti a tempo indeterminato attivati (assunzioni+trasformazioni), pari a 115.990, ha beneficiato dall’esonero contributivo triennale previsto dall’ultima legge di Bilancio del governo Gentiloni per le assunzioni a tempo indeterminato di giovani fino a 35 anni.

Guardando alle assunzioni, risultano in crescita negli 11 mesi tutte le componenti: +5,9% per i contratti a tempo indeterminato, +4,3% per i tempi determinati, +11,9% per i contratti di apprendistato, +6,3% per gli stagionali, +2,4% per le somministrazioni e +7,7% per i contratti intermittenti +7,7%. Per le assunzioni in somministrazione e a tempo determinato la fase di crescita si è però conclusa ad agosto.