I circoli Pd del Municipio 5 di Milano (Bellezza, Gratosoglio, Vigentino e Open Bocconi) si sono riuniti per ascoltare le presentazioni delle mozioni dei cinque candidati alle primarie in vista del voto. Gli iscritti, nonostante auspichino maggiore unità nel partito, sono sembrati spaccati almeno quanto i relatori: Ada Lucia De Cesaris (ex sindaca del capoluogo) e sostenitrice della mozione Richetti-Ascani se l’è presa con Filippo Barberis (capogruppo dei dem in Consiglio comunale e sostenitore della mozione Martina); Barberis se l’è presa con Pierfrancesco Majorino (assessore alle Politiche sociali e sostenitore della mozione Zingaretti) che a sua volta ha criticato De Cesaris; poi tutti hanno protestato quando il sostenitore della mozione Corallo, Davide Jin, ha tirato di nuovo in ballo il “metodo Burioni”. Alla fine degli interventi dei politici, un militante è salito sul palco e li ha contestati tutti: “Non avete presentato le mozioni, siete stati troppo vaghi. Io le ho lette, sono molto precise”.
Per gli iscritti, in sostanza, le divisioni sono ancora troppe: “Bastavano due candidature” ha detto qualcuno. Mentre un grosso problema resta la partecipazione dei giovani: “Eh, ma come si fa?” si è domandata una signora.
La Commissione congresso, nel frattempo, ha deciso di non diffondere i dati parziali (su scala nazionale) dei vari circoli. Eppure qualcosa, tra indiscrezioni, tensioni e smentite, è già uscito: Nicola Zingaretti sarebbe in testa con più del 45% dei voti, seguirebbero Maurizio Martina con circa il 35% e Giachetti-Ascani al 12%; più indietro Francesco Boccia (circa il 5%), Maria Saladino e Dario Corallo sotto l’1%. Si vota, nei circoli, fino al 23 gennaio.

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