Gli ovetti Kinder sono amati in tutto il mondo proprio per la “sorpresa” che contengono al loro interno ma ora proprio a causa di quel giocattolino sono stati accusati di “razzismo” dai consumatori sui social. A scatenare le polemiche è stato un pupazzetto in plastica a forma proprio di ovetto Kinder, distribuito in tutto il mondo tra le sorprese delle uova di cioccolato Ferrero. Nelle intenzioni, doveva essere una sorta di mascotte degli ovetti che hanno accompagnato l’infanzia, ma non solo, di tantissime generazioni. Ma quel giocattolino, apparentemente innocente, tiene in mano tre palloncini, ognuno dei quali riporta la lettera K.

Il risultato è la tripla K che, negli Stati Uniti come in tutto il mondo, è riconosciuta come il simbolo del Ku Klux Klan, la violenta organizzazione di suprematisti bianchi che ha contraddistinto l’ultimo secolo e mezzo della storia americana. Anche al di fuori degli States, la tripla K nell’immaginario collettivo ha sempre riportato al Ku Klux Klan, ed è anche per questo che le prime segnalazioni di questa sorpresa ritenuta “razzista” sono giunte dai posti più disparati del mondo come Russia, Israele e Australia in primis.

Non solo, come se non bastasse, il pupazzetto incriminato ha un altro dettaglio, un po’ comico e grottesco, che ha fatto infuriare ulteriormente gli utenti dei social. La mascotte dell’ovetto Kinder infatti, ha un vistoso ciuffo biondo che ricorda subito quello del presidente degli Stati Uniti Donald Trump. E, anche se negli Stati Uniti da qualche anno gli ovetti sono venduti senza sorpresa, non sono mancate le polemiche di chi sostiene che si tratti di un messaggio subliminale proprio contro il numero uno della Casa Bianca, che viene accostato ai suprematisti bianchi.

Da parte sua, Ferrero ha diramato un comunicato in cui si scusa con i consumatori: “Nel disegno iniziale, il giochino aveva un solo palloncino con la lettera K. Gli altri due sono stati aggiunti per rendere la struttura complessiva più robusta e stabile, dal momento che la sicurezza e la qualità dei nostri prodotti sono molto importanti. Non volevamo assolutamente fare alcun riferimento al Ku Klux Klan e ci scusiamo davvero con chi si è sentito offeso. Il pupazzetto in questione era in edizione limitata in quanto prodotto in occasione del cinquantesimo anniversario di Kinder, abbiamo già interrotto la produzione e tramite il servizio clienti è possibile cambiare quelli già trovati negli ovetti con altri giochini a scelta”.