In caso di candidatura, “dovrebbe essere condivisa” con “uomini come il missionario congoniano padre Alex Zanotelli, o Chiara Sasso, della Rete dei comuni solidali, a ancora Gino Strada“, ma anche con ” il presidente della Regione Calabria, Mario Oliverio“. Il sindaco di Riace, Mimmo Lucano, racconta all’Adnkronos che in una sua ipotetica lista alle prossime Europee per “contrastare una deriva di destra”, vorrebbe anche il governatore del Partito democratico, nonostante sia indagato per abuso d’ufficio nell’ambito di un’inchiesta che ha fatto luce su una serie di appalti per i quali la guardia di finanza ha riscontrato i reati di falso, corruzione e frode in pubbliche forniture.

“È inimmaginabile che Mario Oliviero possa essere accostato a cose del genere”, commenta Lucano. “Esprimo tutta la mia solidarietà umana a una persona vicina agli ultimi e come me impegnata sulla baraccopoli di San Ferdinando“, aggiunge il primo cittadino. Lucano è a sua volta indagato per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.

L’ipotesi di una sua lista alle prossime Europee nasce dall’incontro con Vittorio Sgarbi di ieri, domenica, durante il quale il deputato di Forza Italia, nella sua veste di sindaco di Sutri, ha conferito a Lucano la cittadinanza onoraria nel comune laziale. Sgarbi ha poi lanciato l’idea di un partito della cultura o civiltà italiana (Pci) e ha proposto proprio il primo cittadino di Riace.

“Per adesso sono negativo. Ma se dovesse servire a contrastare una deriva di destra, la potrei prendere in considerazione”, ha commentato oggi Lucano all’Adnkronos., prendendo le distanze dall’idea di Sgarbi. Una candidatura “vissuta diversamente sarebbe una visione troppo personale – ha aggiunto – Dovrebbe essere condivisa in un discorso più generale che coinvolga persone che non hanno ruoli ma sono legate a una idealità”. Poi Lucano fa un elenco di chi vorrebbe al suo fianco: “Uomini come il missionario congoniano padre Zanotelli, Chiara Sasso della Rete dei comuni solidali, Gino Strada, il sindaco di Rosarno Giuseppe Lavorato, il vice presidente Asgi Gianfranco Schiavone, l’avvocato Lorenzo Trucco, Alfonso di Stefano, rappresentante della Rete Antirazzista Catanese, il magistrato Emilio Cirianni, e anche il presidente della Calabria, Oliverio”.

In caso di candidatura, “non vorrei essere pagato, niente scorta, voglio essere una persona libera, senza privilegi”, ha proseguito Lucano ed ha aggiunto: “Ho una idealità politica che crede che la società divisa in classi sociali sia sbagliata, che l’uguaglianza sia fondamentale per l’ideale politico in quanto in sua assenza non c’è rispetto dei diritti umani. Sono vicino agli ultimi, e i rifugiati sono i poveri del mondo come lo sono stati gli operai”. “Mio riferimento straordinario è democrazia proletaria ed una chiesa come quella dei vescovi Giancarlo Maria Bregantini e Francesco Savino, che vive il suo servizio ‘con’ e ‘per’ la gente, crede nella forza rivoluzionaria del vangelo e punta sul dialogo e mette al centro gli ultimi”, ha concluso Lucano.

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