A quattro mesi dalla tragedia del ponte Morandi c’è una parte di città che, più delle altre, sente il peso del crollo. La sensazione comune, per le strade dei quartieri popolari tra Sampierdarena e la Val Polcevera che hanno visto crescere generazioni “all’ombra del Ponte“, è quella dell’ennesimo tradimento, subito da una zona della città da sempre sacrificata ai grandi “vettori economici”. Così questa parte della città si sente abbandonata, senza tutela, disorientata, muta e in balìa della paura e ancora una volta è chiamata a rimboccarsi le mani e rialzarsi stringendo i denti.

A restituire questa sensazione ci ha pensato la matita di Emanuele Giacopetti, disegnatore classe 1982, nato e cresciuto proprio a Sampierdarena, che ha all’attivo numerose pubblicazioni tra le quali La bolla di Ventimiglia, Il cammello che sputò sul Terzo Reich, Ritorno al Futuro, Do you remember Balkan Route? e la lunga graphic novel che racconta la lotta per la sopravvivenza di un’umanità costretta alla migrazione perpetua, Il Regno Animale, pubblicata nel dicembre scorso per i tipi di Bebért Edizioni. Le quattro tavole, realizzate in questo caso per la testata genovese indipendente Era Superba reinterpretano la storia di Ponte Morandi, vista dalla parte degli operai che hanno contribuito a costruirlo e sotto il quale hanno cresciuto i propri figli tra via Fillak, via Porro e il Campasso. Una “grande opera” ante litteram, costruita sull’onda lunga del boom economico, che ha rappresentato, nelle parole dell’autore, “un sacrificio di tutti, ma per tutti. Le persone sotto, e il progresso sopra. Quel Ponte è stato lasciato crollare, ma noi siamo sempre là sotto”. (Pietro Barabino)

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