Male, tra corse soppresse aumentate e guasti dei mezzi, i trasporti pubblici, così come l’igiene urbana, soprattutto per l’assenza di impianti. Bene cultura, punto di forza della Capitale, e asili nido. Questo è quanto emerge dalla relazione sui servizi pubblici di Roma, presentata in Campidoglio. Che la nota più drammatica per la Capitale fosse quella del trasporto pubblico non è certo una novità, ma i numeri risultano impietosi: negli ultimi tre anni è quasi raddoppiato il numero delle corse soppresse. Per il servizio in superficie gestito da Atac, si è passati dalle 566.779 corse soppresse nel 2015 alle 1,3 milioni del 2017, in aumento del 26,5% rispetto al 2016. Guasti e ritardi invece hanno fermato quasi una vettura su due. Male anche la metropolitana – con corse soppresse triplicate dal 2014 e giunte a 112.317 nel 2017, ndr – così come il servizio gestito da Roma TPL.
Per quanto riguarda i rifiuti, la quantità degli stessi è aumentata del 3 per cento rispetto al 2017, con un’inversione di tendenza rispetto a un andamento decrescente che proseguiva al 2010. Ma è aumentata anche la quota legate alla percentuale di differenziata, cresciuta di circa un punto percentuale: dal 44,3 al 45,4 per cento. Per quanto riguarda le tariffe, risultano in calo rispetto al 2015 ma sono ancora tra le più alte d’Italia, dietro soltanto a Napoli. Ma non solo: premiata dai cittadini è la raccolta stradale (+4%), ma bocciatura per il rispetto del calendario di ritiro e il decoro e la funzionalità dei cassonetti.
Bene la cultura: “Guai se non fosse così, considerato il patrimonio culturale della città, in termini artistici e archeologici”, ha rivendicato Carlo Sgandurra, presidente dell’Agenzia per il controllo della qualità dei servizi, che si occupa di monitorare le performance delle aziende municipalizzate del Comune, oltre che il funzionamento dei servizi pubblici locali. “Più che la politica, a essere inadeguata è l’organizzazione, la macchina capitolina nel suo complesso”, ha concluso.