“Dopo due mesi in porto a Marsiglia senza riuscire a ottenere una bandiera, e mentre uomini, donne e bambini continuano a morire in mare, Msf e Sos Méditerranée sono costrette a chiudere le attività della nave Aquarius“. Ad annunciarlo è stata Medici senza Frontiere, spiegando che la scelta è stata “dolorosa ma obbligata”. Una scelta che “lascerà nel Mediterraneo più morti evitabili, senza alcun testimone”. Nel giugno scorso la nave si vide negare l’accesso ai porti italiani dal ministro Matteo Salvini, rimanendo per oltre 24 ore a 27 miglia da Malta e a 35 dall’Italia. Alla fine l’imbarcazione, con 629 migranti a bordo, venne accolta dal porto di Valencia e costretta a quattro giorni in più di navigazione. E Salvini ha commentato la notizia della fine dei salvataggi scrivendo su Facebook: “La nave Aquarius chiude le attività. Meno partenze, meno sbarchi, meno morti. Bene così”.

Msf e Sos Mediterranee non sono riuscite a trovare per la nave – messa sotto sequestro dalla procura di Catania con l’accusa di traffico e smaltimento illecito di rifiuti speciali – un solo Stato disposto a concedere la sua bandiera. Prima dell’inizio delle polemiche sul suo operato nel Mediterraneo, l’Aquarius batteva la bandiera di Gibilterra. Disponibilità era arrivata da Panama, ma il paese sudamericano alla fine ha ritirato l’offerta, affermando di aver subito pressioni dal governo italiano.

“In un crescente clima di criminalizzazione dei migranti e di chi li aiuta – ha commentato il presidente di Msf Italia Claudia Lodesani – si perde di vista il principio stesso di umanità. Finché le persone continueranno a morire in mare o a subire atroci sofferenze in Libia, cercheremo nuovi modi per fornire loro l’assistenza umanitaria e le cure mediche di cui hanno disperatamente bisogno”. “È un giorno buio – si legge sul profilo Twitter di Msf – perché non solo l’Europa ha fallito nel garantire la necessaria capacità di ricerca e soccorso nel Mediterraneo, ma ha anche sabotato chi cercava di salvare vite umane. Siamo delusi e frustrati per le persone che non potremo più aiutare”.

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