Rifiuti pericolosi a rischio infettivo, sanitari e non, scaricati in maniera indifferenziata nei porti italiani come se fossero rifiuti urbani: è l’accusa nei confronti della Ong Medici senza frontiere e di due agenti marittimi che ha fatto scattare il sequestro preventivo della nave Aquarius (attualmente nel porto di Marsiglia) e di 460 mila euro. L’indagine di Guardia di Finanza e Polizia, coordinata dalla Procura di Catania, avrebbe accertato uno smaltimento illecito in 44 occasioni per un totale di 24 mila kg di rifiuti. In una conversazione telefonica tra un funzionario della Vos Prudence e il titolare della Msa di Augusta, intercettata dagli inquirenti, il primo chiede come deve considerare i vestiti dei migranti: “Infettivi, speciali o domestici?”. “Li consideriamo rifiuti speciali – gli risponde il collega – perché se tu parli di infettivo, parli di ospedaliero. Si parla di un bordello che non te li possono più venire a prendere” lo avverte. “Rischiamo – aggiunge – che una cosa che siamo riusciti a sistemare dopo due o tre anni salta tutto”. Parla poi di “equilibri talmente sottili ormai consolidati in 2-3 anni” e si “va a certificare” l’urina di “gente che possono avere malattie infettive”. Ecco perché, spiega al suo interlocutore, bisogna comportarsi “come una zanzara in una cristalliera, non come un elefante dentro la cristalliera, si spezza il coso poi non posso aiutarti”

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