“Per fortuna sono stata eliminata da Amici”. Parola di Chiara Martegiani, 36 anni, figlia di dentisti riminesi, attrice. In queste ore anche il web e i social si stanno accorgendo della bellezza acqua e sapone, e dalla classe attoriale, della compagna dell’attore Valerio Mastandrea (46 anni) che l’ha voluta protagonista del suo esordio alla regia, in Concorso al Torino Film Festival, Ride. Solo che Martegiani ha già una discreta carriera alle spalle, partita proprio con quel passo falso “da Maria”, quando aveva 24 anni. Era l’edizione 2006/2007 e il talent di Canale 5 prevedeva ancora una selezione tra aspiranti attori, oltre a ballerini e cantanti. Martegiani venne eliminata dopo poco tempo e non arrivò al cosiddetto serale.

“Dissi a mio padre che andavo a Roma a visitare la facoltà di Architettura, invece andai di nascosto a fare il provino per Amici”, spiegò a Vanity Fair l’attrice riminese. “Era l’unica strada che conoscevo per fare questo lavoro. Dispiaciuta per essere durata solo un mese? No. Amici non mi ha cambiato la vita”. Un giudizio quello sul programma della De Filippi estremamente severo: “Quando sono entrata pensavo di andare a fare una scuola, invece il programma, ovviamente, punta soprattutto a fare spettacolo: polemiche, discussioni, sfide. Che cosa voglia dire studiare recitazione l’ho imparato dopo, al Centro sperimentale”.

Martegiani non ci mette molto ad esordire al cinema. In Un Gioco da ragazze (2008) di Matteo Rovere interpreta Giovanna, poi diverse comparsate nella serie tv Il Commissario Manara e nel 2011 il primo ruolo importante in Maternity Blues nella sezione Controcampo (oggi defunta ndr) del Festival di Venezia. Seguono Crushed Lives – Il sesso dopo i figli e infine Cronaca di una passione. È però nel film diretto dal suo compagno, Ride, che diventa assoluta protagonista in scena. Niente più lunghi capelli ma un caschetto sbarazzino, felpetta da casa, ciabattine leopardate e occhiali quadrati, Martegiani vive il set del film con grazia e personalità, nell’interpretare la vedova di un morto sul lavoro che non riesce a piangere di fronte al lutto familiare. “è una donna che non subisce il proprio ruolo e cerca di affrontare le cose da sola”, ha spiegato il suo personaggio a Repubblica. “È arrabbiata e frustrata di non provare nessun dolore, sente le pressioni, le aspettative degli altri su questo ruolo di vedova”.