Ospite nella redazione del Fatto.it Valerio Mastandrea, all’esordio come regista con Ride, ha raccontato della sua appartenenza politica storicamente di sinistra: “Sono nato e cresciuto antifascista. Oggi dirsi di sinistra mi da un po’ fastidio per possibili strumentalizzazioni. Antifascista è una cosa più completa che mi riguarda parecchio”. Alla domanda verso chi deve guardare un antifascista al momento del voto Mastandrea ha raccontato della sua assenza prolungata dalle urne elettorale che dura da molto tempo: “Il grosso dramma degli ultimi 15 anni per me è stato quello della rappresentanza politica. Tant’è che recentemente non ho votato. Non credevo sarei arrivato  a fare questo”. Mastandrea ha spiegato di non aver votato né alle politiche del 2018, né alle Comunali del 2016, che hanno visto vincere a Roma i 5 Stelle con Virginia Raggi: “Sono stato educato al diritto di voto. Ho sempre votato per pareggiare, per perdere bene, e mi sono rotto un po’ i coglioni. Anche di votare per paura. Recentemente ero lì che stavo per andare a votare e mi sono chiesto se lo facevo per paura o perché ci credo? Se lo devo fare per paura io non voto. Quindi mi sembra che la rappresentanza politica maggiore oggi sia da trovare ancora per strada, nelle politiche di quartiere. A livello municipale si fanno cose interessanti dove si può riconosce la politica dello stare in mezzo alla gente. Si deve ripartire da qui non da Twitter”. Ride esce in 110 copie nelle sale italiane il 29 novembre.