Il “regista esordiente” Valerio Mastandrea in concorso, Jia Zhangke presidente di giuria, Pupi Avati guest director. E ancora la premiere mondiale del nuovo film di James Franco (Pretenders), il Gran Premio Torino alla carriera del mitico attore francese Jean-Pierre Léaude un’intera giornata dedicata alla memoria “vivente” di Ermanno Olmi. Oltre al già annunciato Nanni Moretti che ne chiuderà la 36ma edizione col documentario Santiago, Italia, il Torino Film Festival (23/11 – 2/12) si presenta nella ricchezza di un programma al solito vario ed eterogeneo, qualità quest’ultima applicata nello specifico al concorso Torino 36 composto da 15 opere prime e seconde. Tale, infatti, è la cifra distintiva evidenziata dalla direttrice artistica Emanuela Martini che sottolinea una selezione “tendente sia al genere – soprattutto al noir – sia alla sperimentazione con film da festival, quasi questa nozione sia diventata un vero e proprio genere”.

Quattro le registe concorrenti (“ma sparse nel festival sono 27” sottolinea Martini), molti gli europei ma anche da territori lontani come le Filippine (Nervous translation della cineasta Shireen Seno), il Brasile (Temporada di André Novais Oliveira) e gli Usa con due titoli (All These Small Moments di Melissa B Miller e Wildlife di Paul Dano al suo esordio in regia). Unico italiano è il “deb” Valerio Mastandrea con Ride, un dramma operaio e al femminile che lavora con profondità sui sentimenti del lutto; ad interpretarlo sono Chiara Martegiani, Renato Carpentieri e Stefano Dionisi. Il film uscirà nelle sale il 29 novembre, quasi in contemporanea con la sua presentazione torinese in prima mondiale.

Ma gli italiani sotto la Mole saranno complessivamente parecchi, a partire dal “guest director” Pupi Avati invitato a curare una sezione. Il cineasta, da sempre anche musicista, ha messo insieme alcune opere cinematografiche sul jazz e lo swing sotto il “cappello” Unforgettables e sarà lui stesso a introdurle. Ci saranno, sparsi nelle diverse sezioni (Festa Mobile, Afterhours, TFFdoc, Onde..) dalla “sodale” Elisabetta Sgarbi con un film “narrativo” (I nomi del signor Sulcic) al sardo Bonifacio Angius con Ovunque proteggimi, da Daniele Segre col suo ritorno a Ragazzi di stadio 40 anni dopo a Cristina Comencini e Roberto Moroni con Sex story – un doc sulla cronaca della rivoluzione sessuale in Italia fino a Marco Proserpio che con The Man Who Stoel Banksy indaga sugli “smuratori” della celebre opera palestinese dell’artista britannico: il film sarà anche insignito del nuovo riconoscimento (Behind the Camera) portato dallo sponsor Hamilton.

Fra i titoli stranieri – tutti in prima nazionale se non europea – sono certamente attesi The Front Runner dell’americano Jason Reitman (che sarà presente) scelto ad inaugurare la kermesse, Blaze di Ethan Hawke, Ash is Purest White del presidente di giuria Jia Zhangke che arriva dal concorso di Cannes, Colette con Keira Knightley nei panni della starodinaria icona della Belle Epoque, Dovlatov di Aleksey German Jr direttamente dalla Berlinale, Happy New Year, Colin Burstead del britannico Ben Wheatley, The White Crow di Ralph Fiennes e naturalmente la premiere di Pretenders di James Franco nuovamente regista a Torino dopo l’esilarante The Disaster Artist.

Datati ma freschissimi di eterna modernità, sono i protagonisti delle due retrospettive della 36ma torinese. Da una parte quella dedicata al “post Nouvelle Vague” ma radicalissimo francese Jean Eustachecon l’intera filmografia inclusiva del capolavoro assoluto La maman et la putain (1973) che sarà introdotto dal suo protagonista Jean-Pierre Léaud e dall’altra il “fiore all’occhiello” fra gli studi squisitamente britannici di Emanuela Martini, di cui è la massima specialista, ovvero la personale completa dedicata a Michael Powell & Emeric Pressburger. “Due artisti fantasmagorici” li ha definiti Martini che ricorda l’ultima restrospettiva loro dedicata risale a ben 32 anni fa.

E se all’indimenticabile e sempre compianto Ermanno Olmi sarà dedicata un’intera giornata – il 28 novembre – con l’evento Lunga vita a Ermanno Olmi (diverse opere di sua firma o a lui dedicate), il TFF non mancherà di ricordare la Giornata Mondiale sulla Violenza sulla Donna (25 novembre) con eventi e proiezioni dedicate.