“Voteremo contro il Decreto sicurezza. Per noi la sicurezza è importante, ma questo provvedimento è illiberale. E produrrà più irregolari“. Così il senatore Dario Parrini (Partito Democratico), a Palazzo Madama, motivando la contrarietà del suo gruppo al decreto voluto dal leader leghista Matteo Salvini. Il Pd, però, ha finito per sdoganare il termine ‘clandestino’, anche con magliette e cartelli (che recitavano ‘Meno sicurezza, più clandestini’). Nel 2014 l’allora presidente della commissione Diritti umani al Senato, Luigi Manconi, del Pd, chiese la cancellazione della definizioni da atti e documenti ufficiali, ribadendo l’importanza di una terminologia corretta e rispettosa nei confronti degli stranieri. Più volte l’Associazione Carta di Roma ha bocciato l’uso del termine, ricordando come “contiene un giudizio negativo aprioristico, suggerisce l’idea che il migrante agisca al buio, di nascosto, come un malfattore”, oltre che essere “un termine giuridicamente sbagliato”. E ancora: “Va cancellata dal linguaggio giornalistico, perché produce una percezione distorta del fenomeno migratorio”. Un termine però che finisce ora per essere sdoganato anche da sinistra, dal gruppo Pd, da chi ora boccia il Decreto sicurezza targato Salvini. Ma che era già stato protagonista del Decreto Minniti, che fu contestato a sua volta per motivi simili da associazioni, Ong e dai partiti a sinistra del Pd

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