Il primo album non si scorda mai. Specialmente se ci lavori da più di un anno e non vedi l’ora di pubblicarlo. “Per me oggi è un giorno particolare, non ho dormito tutta la notte. Sono proprio curioso di vedere la reazione del pubblico” spiega in esclusiva a Ilfattoquotidiano.it Tiberio Fazioli, in arte Fasma, nuovo volto della trap romana. Nell’ultimo anno è esploso grazie a Marilyn, un pezzo con più di cinque milioni di visualizzazioni su YouTube.

Esce oggi per WFK Empire e Sony Music il suo primo disco ufficiale: “Moriresti per vivere con me?“. Non chiamatelo però emotrapper. “Non mi piace quando la gente mi identifica in un’unica categoria. Certo è un album molto personale, mi piace fare musica e sperimentare, non fossilizzarmi su un unico genere” racconta. Difficile dargli torto. “Moriresti per vivere con me” è uno storytelling continuo pieno di esperienze, delusioni e nostalgie. Fasma ha una scrittura limpida, sincera a tratti anche sorprendente vista l’età (è del 1996).

Il richiamo agli States e allo stile di artisti come Post Malone, XXXTentacion o Lil Peep è evidente. Il trapper romano è bravo a cavalcare queste sonorità senza abusarne troppo. “Questo disco è una sorta di liberazione. Ho voluto mettere nero su bianco le esperienze che ho vissuto. Per me è come se fosse una sorta di rinascita”. Fasma si discosta dai classici temi dalla trap per approfondire le proprie esperienze. “Moriresti per vivere con me?” è una sorta di radiografia della vita del giovane artista testimoniato anche dall’assenza di featuring.

Per essere il primo album ufficiale è un buon punto di partenza. Certo, ci sono ampi margini di miglioramento: dalla scrittura alle sonorità fino alle tematiche. “Moriresti per vivere con me?” rischia di essere un disco monotematico. Per Fasma ora inizierà il classico tour de force tra instore e live in giro per l’Italia. “Stiamo progettando ogni cosa, non vedo l’ora di suonarlo. Ho un rapporto speciale con i fan, li considero una sorta di seconda famiglia. Non vedo l’ora di ricevere i loro feedback. Sono sicuro che apprezzeranno questo progetto visto che ci ho lavorato tanto e sono davvero soddisfatto del risultato. In fondo il primo album non si scorda mai”.

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