“Non c’entra il Miur, che ha fatto quello che doveva fare“. Parola di Lorenzo Fioramonti. Il viceministro all’Istruzione, Università e Ricerca ha commentato così il 4 ottobre il caso del bando indetto per la Giornata del 3 ottobre dal suo ministero, che poi però non ha selezionato i lavori e non ha comunicato nulla alle scuole partecipanti.

“Non ho ben capito quale è stata la ragione. Mi dispiace molto, però”, ha spiegato Fioramonti a margine di una conferenza stampa, riferendosi al concorso pubblicato dal Miur il 20 aprile che avrebbe dovuto consentire alle scuole di essere selezionate per partecipare a spese del ministero alla Giornata nazionale in memoria delle vittime dell’immigrazione a Lampedusa. Subito dopo, però, una motivazione il viceministro la forniva: “Qui c’è stata una incomprensione tra ministero dell’’Interno e Miur perché i fondi venivano dal ministero dell’Interno e quindi non è stato possibile finanziare il viaggio delle scuole selezionate a Lampedusa”, concludeva.

Non sapeva evidentemente, Fioramonti, che il 3 ottobre, il giorno dopo che IlFattoQuotidiano.it aveva portato alla luce il caso, un dirigente del ministero aveva detto cose diverse ai docenti e ai ragazzi delle 15 classi volate a loro spese sull’isola. Aveva raccontato loro che all’improvviso il dicastero si era mosso. “Proprio ieri (2 ottobre, ndr) il ministero mi ha delegato quale presidente della Commissione per la valutazione degli elaborati – spiegava alle scolaresche che chiedevano delucidazioni un signore di Agrigento che si autodefiniva un “dirigente dell’ufficio scolastico regionale e delegato dalla Direzione allo studente” – Gli elaborati sono pervenuti ieri solo perché il bando prevedeva, in base all’articolo 7 (in realtà è il 10, ndr) che i vincitori dovevano essere 21. L’altro ieri notte erano arrivati soltanto 19 elaborati. Per questo il ministero non poteva avviare una selezione non avendo 21 elaborati”.

Cosa dice l’articolo 10 del bando? “Una commissione, nominata dal Direttore generale per lo studente, valuterà le opere inviate – si legge – Saranno selezionate 21 opere – ciascuna realizzata da una scuola italiana (una per ciascuna Regione o Provincia Autonoma) in collaborazione con una scuola europea – ai fini della partecipazione alle iniziative legate alla Giornata in memoria delle vittime dell’immigrazione. Il giudizio della commissione è insindacabile”.

Da quanto si legge, le opere selezionate sarebbero state in ogni caso 21. Il bando non prevedeva soluzioni alternative e non contemplava l’eventualità che il numero degli elaborati candidati potesse essere inferiore. Visto che erano arrivati solo 19 lavori e in mancanza di indicazioni supplementari, quindi, la selezione non sarebbe stata necessaria. E comunque perché non comunicare nulla alle scuole? A quanto riferito dal dirigente, la Commissione si è riunita il 2° ottobre, quando il termine ultimo per inviare i lavori al ministero era l’8 giugno. Nel mezzo sono passati 4 mesi, durante i quali non una telefonata né una email sono partite alla volta degli istituti partecipanti.

Dubbi confermati anche dalle successive comunicazioni del dirigente: “La Commissione si è riunita ieri con decreto del ministero e ha guardato tutti gli elaborati e ha fatto una graduatoria. Ovviamente – ha ribadito il dirigente rivolgendosi a ragazzi e prof – mi dice la dottoressa Boda (direttore generale del ministero, ndr), che tutti e 19 siete vincitori. Il bando prevedeva che il premio fosse l’ospitalità di tutte le scuole per la giornata del 3 ottobre. Ora le scuole saranno tutte convocate al ministero per vivere una giornata intensa di riflessione e contenuti”.

L’invito, recapitato per lettera a presidi e docenti, è per il 30 ottobre alle 12 in viale Trastevere, a Roma: oltre alla premiazione, ai ragazzi verrà fatto fare un giro negli uffici del ministero. Per portarli nella capitale (trasferta non prevista dal bando), quindi, il Miur ha trovato i fondi, mentre per andare a Lampedusa, diceva Fioramonti, “non è stato possibile finanziare il viaggio”. C’è da domandarsi cosa gli studenti potranno imparare in più sulla questione delle migrazioni in una bella gita riparatoria tra le scrivanie del dicastero rispetto a quello che avrebbero potuto apprendere parlando con richiedenti asilo e operatori umanitari a Lampedusa. Quando poi potrebbe risultare più educativo usare quelle risorse per portare, questa volta davvero, le scuole sull’isola il 3 ottobre 2019.

Ora, in ogni caso, gli istituti che hanno risposto al bando sono tutti vincitori. Perché allora non dichiarare prima la vittoria di tutte e 19 le classi e, soprattutto, farglielo sapere? In modo che queste potessero comunicarlo alle 19 scuole straniere che hanno partecipato al progetto in tandem con loro come previsto dal concorso? Lo si è fatto soltanto il 3 ottobre, lo si poteva fare a luglio o ad agosto. Invece la comunicazione è arrivata in fretta e furia soltanto dopo che la stampa aveva riportato la notizia. Forse il Miur non ha fatto quello che doveva fare.