Una scossa di magnitudo 4.6 della scala Richter – inizialmente valutata 4.8 – è stata registrata intorno alle 2 e mezza della notte tra venerdì e sabato nel catanese, alle pendici dell’Etna. L’ipocentro nel comune di Santa Maria di Licodia, a 9 chilometri di profondità. Il terremoto è stato avvertito in tutta la Sicilia orientale, fino a Siracusa, Enna e Messina: centinaia di persone si sono riversate in strada, e in tanti hanno trascorso la notte fuori casa per paura di nuove scosse.

I centri dove si registrano danni sono Biancavilla, Santa Maria di Licodia, Paternò e Adrano: sono crollati cornicioni e sono rimasti lesionati antichi casolari, muri in pietra e palazzi. Il sisma è stato preceduto e seguito da eventi di minore energia, il più forte dei quali, alle 2.59 con epicentro a Biancavilla, ha raggiunto 2.5 di magnitudo. Circa quaranta persone sono state medicate per contusioni, perlopiù causate da cadute, in vari ospedali del catanese, e successivamente dimesse. Molti anche gli attacchi di panico e le persone giunte ai pronto soccorso in stato di choc.

A Santa Maria di Licodia è crollato un cornicione dallo storico palazzo Ardizzone, mentre sono caduti calcinacci dalle chiese di Santa Barbara a Paternò, che è stata transennata, e di Santa Maria dell’Idria a Biancavilla. I Vigili del fuoco fanno sapere di non aver ricevuto alcuna richiesta di soccorso, e che nessun edificio ha subito danni strutturali. Sono invece giunte 50 richieste di intervento per crolli parziali, distacco di intonaci e cornicioni e verifiche di stabilità, eseguite da sette squadre operative dotate di tecnici e mezzi speciali. La circolazione ferroviaria sulle linee Messina-Siracusa e Catania-Palermo, sospesa intorno alle 4.30, è ripresa alle 8.16.

“La situazione allo stato attuale non è delle migliori perché abbiamo ricevuto diverse segnalazioni di danni, ma vogliamo rassicurare i cittadini che la macchina della Protezione Civile ha funzionato”, ha detto il sindaco di Biancavilla, Antonio Bonanno. “Già dalla notte scorsa ci siamo attivati con particolare attenzione alle scuole e agli edifici pubblici – ha aggiunto – e sono arrivate un centinaio di richieste di sopralluoghi in case private. La preoccupazione c’è, ma siamo riusciti a gestire al meglio questa prima fase del post terremoto”. Il primo cittadino ha inoltre annunciato di aver annullato in via precauzionale i festeggiamenti patronali di san Placido, iniziati venerdì e che si sarebbero conclusi sabato.

“L’evento ha avuto una vasta area di risentimento, come dimostra la mappa delle segnalazioni arrivate attraverso il questionario macrosismico online”, comunica l’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv). “Il terremoto – prosegue la nota – è avvenuto in una zona ad alta pericolosità sismica, interessata sia dalla sismicità legata all’attività del vulcano Etna sia da eventi di origine tettonica che possono raggiungere magnitudo elevata, come nel caso del 1818 quando si ebbe un evento di magnitudo pari a 6.3″. In quel caso l’epicentro si era verificato nel comune di Aci sant’Antonio, con effetti distruttivi nel catanese, alle falde dell’Etna e nei Paesi della costa ionica.

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