“Oggi sono stata arrestata mentre protestavo contro la nomina di Brett Kavanaugh a giudice della Corte Suprema degli Stati Uniti, un uomo che è stato accusato da più donne di violenza sessuale. Gli uomini che fanno del male alle donne non possono più essere posti in posizioni di potere. Questo è un messaggio che le donne in questo paese non contano“.  A scriverlo sul suo profilo Instagram, che conta ben 19,8 milioni di follower, è Emily Ratajkowski. La modella è stata fermata insieme ad altre 300 donne durante le proteste a Washington contro l’assegnazione dell’incarico al senatore, uno dei protagonisti negativi dello scandale #MeToo. Tra le arrestate anche la comica Amy Schumer.

 

Migliaia i dimostranti, prevalentemente donne, hanno marciato lungo le strade della capitale. I manifestanti hanno marciato davanti alla Corte d’Appello, attualmente presieduta dal senatore, fino a Capitol Hill e alla sede della Corte suprema. Lì hanno gridato gli slogan “Kavanaugh deve andarsene!” e “Noi crediamo a Christine Ford“. Proprio lei ha mosso le prime accuse di aggressione contro il giudice. Un episodio che secondo la professoressa di psicologia, ascoltata dalla Commissione di Giustizia del Senato lo scorso 27 settembre, risalirebbe a 36 anni fa. Secondo quanto raccontato in aula dalla Ford, durante una festa, Kavanaugh, allora liceale, l’avrebbe molestata sessualmente insieme a un amico. Una testimonianza fondamentale che ha fatto uscire allo scoperto altre due donne, che hanno puntato il dito contro il giudice.

Gli arresti della Ratajkowski e delle altre 300 persone sono avvenuti nell’atrio di un edificio del Senato. La modella non ha mai fatto mistero delle sue convinzioni femministe, indicando come proprio “mentore” l’attrice Emma Watson, da sempre impegnata nella lotta per la parità di genere.

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