Sono più di 1200 e da 8 anni attendono di entrare a far parte dei Corpo dei vigili del fuoco. Tutti risultati idonei al concorso per 814 posti bandito nel 2008 e concluso a luglio 2010, con una graduatoria finale di 7.599 idonei su 123mila candidati. Solo che oltre alle prove previste dal concorso questi aspiranti vigili del fuoco hanno dovuto superare diversi ostacoli. Primo fra tutti il blocco delle assunzioni imposto nel 2012 dal governo Monti. Di fatto l’iter per l’assunzione non si è ancora concluso dopo quasi dieci anni e il termine per la scadenza della graduatoria è fissato per il 31 dicembre 2018. Dopo quella data, sacrifici, prove e quanto affrontato dagli idonei in questi anni non avrà più alcun valore. Nonostante tutto. Nonostante le promesse giunte dopo la tragedia del Ponte Morandi a Genova, dove i vigili del fuoco hanno lavorato per giorni tra macerie e mille difficoltà. E dopo le parole pronunciate da tutti i partiti politici, in primis Lega e M5s, in campagna elettorale.

Tra promesse ed emergenze
Il ministro dell’Interno Matteo Salvini ha ribadito il suo impegno dopo i fatti di Genova: “Ho ereditato un piano assunzioni di 1600 unità, stiamo lavorando per assumerne 1.500 nell’arco di un anno”. Una necessità. Basti pensare proprio ai pompieri che hanno lavorato dopo il crollo del ponte Morandi. Come denunciato dai politici liguri del Movimento 5 Stelle, l’età media di quei soccorritori è di circa 50 anni. “Quella dei 1200 sopravvissuti in graduatoria, invece, è di 33 anni” spiega a ilfattoquotidiano.it Michele Citro, tra i rappresentanti del comitato “Idonei Concorso pubblico 814 Vigili del fuoco”, che sottolinea come “questa graduatoria darebbe una grossa svecchiata al corpo” e lo renderebbe “ancor più operativo per affrontare tutte le emergenze che un territorio come l’Italia deve affrontare ogni anno”.

Dieci anni di limbo (e la corsa contro il tempo)
Il direttivo ha raccontato le tappe di un iter infinito in una lettera inviata a deputati e senatori e firmata da Citro e da altri due rappresentanti, Ciro Trocciola e Valerio Bonsangue. Quest’estate una delegazione di idonei al concorso ha anche incontrato il sottosegretario al ministero dell’Interno Stefano Candiani per avere lumi sulle risorse a disposizione affinché le promesse di nuove assunzioni si trasformino in numeri concreti. Si tratta di una corsa contro il tempo. Il concorso per 814 posti è stato bandito con il decreto ministeriale 5140 del 6 novembre 2008. Tra i 7599 idonei, civili, volontari e precari discontinui dei vigili del fuoco. Gli idonei hanno dovuto superare tre prove nel corso di trenta mesi. “Lo scorrimento della graduatoria – spiega Citro – ha subito molte battute d’arresto dovute ai tagli del governo Monti, al blocco totale delle assunzioni per l’anno 2012 e al blocco del turnover, ripristinato al 100 per cento soltanto nel 2017”. La legge Fornero ha impedito a numerosi vigili del fuoco di andare in pensione, ostacolando così un normale ricambio generazionale. “Infine – spiega il comitato – dal 2012 al 2016 solo per il 50 per cento delle assunzioni si è attinto dalla graduatoria 814, contrariamente a quanto previsto dall’articolo 97 della Costituzione, mentre si è scelto di seguire una vecchia procedura di stabilizzazione del personale precario, incidendo negativamente sullo scorrimento della nostra graduatoria”.

La situazione del Corpo
Non sono bastate, così, le assunzioni previste dai decreti legge approvati ogni anno dal 2013, per risolvere problemi, sopperire alla carenza organica del corpo dei pompieri (pari a circa 4mila unità) e per assumere tutti gli idonei che aspettano dal 2010. Nel frattempo ci sono stati i giorni di Rigopiano, quelli di Ischia e il ponte di Genova, dove circa 340 vigili del fuoco hanno lavorato nel greto del Polcevera, recuperando cadaveri e persone ferite. In quesi giorni anche la deputata di Forza Italia Vincenza Labriola ha sollecitato l’assunzione dei vigili partendo dalla graduatoria degli 814 (Fi ha presentato anche una risoluzione). “Da anni – dichiara Labriola – il Corpo nazionale dei vigili del fuoco è spremuto come un limone”. Una situazione confermata in conferenza stampa, agli inizi di settembre, dai parlamentari M5s in Liguria: “A Genova siamo fermi a un pompiere h24 ogni 14mila abitanti”. A Ferragosto, a Marina di Pietrasanta (in Versilia), Salvini ha dichiarato che il governo ha “già trovato i soldi per assumere 1500 nuovi vigili del fuoco e per rinnovare i loro mezzi”. Oggi il comitato chiede conto di queste parole e sollecita, per prima cosa, la proroga della graduatoria per poter assumere gli ultimi 1200 idonei rimasti fuori.

Le nuove assunzioni
Cosa accadrà nei prossimi mesi? L’ultima legge di Bilancio, in termini di turnover (assunzioni “ordinarie” per rimpiazzare i pensionamenti) prevede 496 assunzioni. Il piano quinquennale inserito nel testo ne dispone altre 1300 straordinarie, di cui 50 per il 2018 (e poi 100 nel 2019, 383 nel 2020, 383 nel 2021, 384 nel 2022). Ed è sempre la legge di Bilancio a far riferimento a 300 ulteriori assunzioni straordinarie con decorrenza dal 1 ottobre 2018. Quindi, per il 2018, si tratta in totale di 350 unità. Il 30 per cento delle assunzioni straordinarie, però, spettano per legge alla stabilizzazione dei cosiddetti “discontinui“. Tra l’altro, per essere operativi, tutti gli aspiranti vigili devono seguire un corso di addestramento della durata di sei mesi. Un corso di 400 unità è partito a maggio scorso per l’addestramento dei vigili che rientrano nel turnover, un altro corso dovrebbe partire per le assunzioni straordinarie ad ottobre (prima della scadenza della graduatoria fissata al 31 dicembre) e un terzo inizierà a dicembre per le unità rimanenti del turnover.

In 800 rischiano di rimanere (ancora) fuori
“A ottobre, quindi – spiega a ilfattoquotidiano.it Valerio Bonsangue – delle 350 assunzioni straordinarie, 105 (il 30 per cento) toccheranno ai discontinui, il cui iter procedurale è però in alto mare. Con la conseguenza che si tratterà di ‘assunzioni congelate’ e che il corso di ottobre anziché di 350 unità, sarà formato solo di 245, ossia quelle rappresentate dagli idonei del concorso del 2010”. Il corso di dicembre (per ciò che rimane del turnover), ad oggi, dovrebbe partire con solo 96 unità, un record negativo. Facendo due conti, spiega il direttivo, “resteranno a casa circa 800 idonei che hanno superato un concorso pubblico”. Il direttivo ‘Idonei Concorso pubblico 814 Vigili del fuoco’ vuole chiarezza. “Dobbiamo sapere – dicono – se effettivamente ci siano i fondi necessari per le assunzioni extra di cui parla Salvini, da attingere esclusivamente alla nostra graduatoria, anche per incrementare il corso di dicembre al quale ad oggi parteciperebbero solo 96 unità”.

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