La manifestazione convocata in gran fretta contro l’incontro tra Salvini e Orban è riuscita bene, nonostante il periodo estivo, e preannuncia sicuramente il grande successo di quella, promossa dal manifesto, che si terrà verso fine settembre contro la barbarie razzista. Intanto anche a Rocca di Papa fallisce il raduno razzista contro l’ospitalità ai richiedenti asilo, qualche decina di squallidi figuri, alcuni dei quali ben noti alla cronache giudiziarie.

Peraltro occorre osservare come la linea adottata sulle questioni europee da Salvini, e sulla sua scia, volenti o nolenti, da Luigi Di Maio e da Giuseppe Conte, faccia acqua da tutte le parti e faccia in ultima analisi il gioco delle oligarchie e tecnocrazie europee saldamente abbarbicate alle lobby della finanza e di altro genere. Se questo governo volesse realmente trovare una soluzione costruttiva al problema migratorio dovrebbe ovviamente fare causa comune con i Paesi della sponda mediterranea, tra l’altro tutti oggi governati da coalizioni di stampo alquanto progressista. Parliamo di Portogallo, Spagna, Grecia. Un coordinamento con questi governi è assolutamente necessario ed urgente anche per cambiare i rapporti di forza nell’Unione e cambiarne le politiche di chiusura e di recessione, che non sono altro che due facce della stessa medaglia. Quello che ci vuole è un rafforzamento del versante mediterraneo dell’Unione che potrebbe spingersi fino allo sganciamento dal dominio semicoloniale imposto dalla Germania al resto del continente. Respingendo ovviamente al mittente le profferte di Emmanuel Macron di mettersi alla testa di un fronte anti-Salvini, infatti nessuno lo ha chiamato, nessuno lo vuole e non ha per nulla le carte in regola per aspirare a un tale ruolo, avendo a sua volta promosso politiche di respingimento e di esclusione.

Neanche un barlume di visione progettuale alternativa nel governo Conte e nella bizzarra coalizione che lo sostiene. A parte le solite rodomontate sulla restituzione dei contributi (Di Maio sulle orme di Renzi che già ci rallegrò all’epoca con sparate del genere) e qualche buontempone che continua parlare di uscita dall’euro, ma così, tanto per dire, non c’è nulla. Nessuna seria ricerca di una linea alternativa che passi per la ricostruzione di un fronte dell’Europa mediterranea. Un tale fronte dovrebbe ridiscutere a fondo costi e benefici dell’Unione e chiarire una volta per tutte che il principio di solidarietà, sia all’interno che verso l’esterno, ne deve orientare le politiche.

Ovviamente la confusione è enorme specialmente nel Movimento Cinquestelle. E non data certo da oggi, basti ricordare l’innaturale scelta di Nigel Farage come alleato europeo attuata a suo tempo. Non credo però che Di Maio & C. riusciranno ancora a condurre per lungo tempo il loro gioco delle tre carte, dando fondo a un equilibrismo davvero degno dei migliori maestri circensi. Se non si sgancia al più presto dal soffocante abbraccio con la Lega, sia ben chiaro, il Movimento è destinato a scomparire, con la sua ala destra che sarà vampirizzata da Salvini e la non trascurabile base elettorale di provenienza sinistroide destinata a defluire nell’astensione e nella disperazione, a meno che qualcuno, come Potere al Popolo, non si faccia seriamente carico del problema.

Occorre una strategia di lungo periodo precisa che prevede la ridefinizione delle alleanze internazionali ed europee e l’identificazione degli interessi dei settori sociali da portare avanti, scegliendo chiaramente tra flat tax, da un lato, e reddito di cittadinanza dall’altro così come tra gli interessi delle cricche sempiterne, oggi ben rappresentati proprio dalla Lega, e quelli del popolo italiano.

Per soddisfare gli interessi del popolo italiano è necessario cambiare le politiche europee valorizzando la sponda mediterranea dell’Europa anche in funzione di un governo efficace dei processi migratori. Il progetto neoasburgico di Salvini, Orban & C. va nella direzione esattamente opposta ma, come la storia ci insegna fin da epoche remote, senza un rapporto aperto e costruttivo con lo spazio mediterraneo l’Europa è destinata alla decadenza. All’approfondimento senza ritorno, oggi, di quella grave crisi che stiamo vivendo oramai da vari anni e sulla quale prosperano queste destre senza ideali, senza cultura e senza futuro, che vivono solo della frustrazione, della paura e del risentimento senza prospettive dei settori più demuniti del popolo italiano, traditi e massacrati dal Pd e dal neoliberismo che Salvini vorrebbe consolare additando loro il falso bersaglio dei migranti da respingere, escludere ed odiare. Ma la guerra tra poveri come sempre fa solo gli interessi dei padroni.