Un talento spontaneo e assoluto. Una follia pop capace di codificare non solo un’estetica ma un genere intero. Compie oggi 60 anni Tim Burton, autore di alcune tra le pellicole più iconiche del cinema contemporaneo. Un artista capace di conquistare il mondo con storie in cui i racconti dell’orrore di Edgar Allan Poe incontrano la magia fiabesca dell’immaginazione, ciondolando al ritmo imperfetto di mostruosità incredibilmente fragili e umane.

L’arte di Burton ha saputo toccare vette tanto abbaglianti e precoci – nel 2007 fu omaggiato dalla Mostra del Cinema di Venezia con il Leone d’oro alla carriera, divenendo il più giovane vincitore del prestigioso riconoscimento lagunare – da essere additata da alcuni come l’ombra di un passato ormai annegato nelle più recenti (e tutt’altro che luminose) prove di regia, a cominciare dallo scialbo Alice in Wonderland. Eppure, nonostante le flessioni di un cinema comunque raffinato, ciascun centimetro di pellicola firmato dal maestro californiano conserva intatta la vivace passione di un genio che non ha dovuto far altro se non schiudere la propria mente al mondo, regalando allo spettatore non una personale rilettura del reale ma un suo gusto del tutto unico e originale. Un cosmo distorto e sino al suo arrivo inesplorato, un Cirque du Freak popolato da incubi creepy a cui è impossibile non donare il cuore.

Tim Burton, i 60 anni del regista che ha creato un universo di incubi creepy e densi d’amore

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