Per due decenni Elon Musk è stato uno degli imprenditori della Silicon Valley più ambiziosi e impertinenti, uno spavaldo pioniere dell’hi-tech incurante delle critiche. Ha una compagnia di razzi spaziali, vuole portare Internet fuori dalla Terra e salvare l’umanità dall’estinzione spedendola su Marte (per incominciare ha lanciato in orbita una delle sue auto). Ma ora, a 47 anni, confessa in una intervista al New York Times di essere “esaurito” da un superlavoro che lo porta a trascurare famiglia e amici, costringendolo ad assumere sonniferi per dormire. “Quest’anno è stato il più difficile e doloroso della mia carriera. È stato atroce”, sottolinea, riferendo di avere amici “che sono davvero preoccupati” per il suo stato di salute.

E come se non bastasse, su di lui incombono anche due inchieste della Sec (la Consob americana): l’ultima sul controverso tweet del 7 agosto per il delisting della società, quella precedente – svelata dal Wall Street Journal– per accertare se la società ha fuorviato gli investitori sui problemi di produzione della sua auto elettrica Model 3, di cui nel secondo semestre 2017 sono state realizzati solo 2700 esemplari, contro i 200 mila previsti.

Dal 2011, racconta Musk in lacrime al Nyt, si è fermato solo una settimana, ricoverato a letto con la malaria, mentre recentemente ha lavorato 120 ore a settimana e tutte le 24 ore del suo ultimo compleanno, rischiando di mancare anche alle nozze di suo fratello. E se “il peggio è passato da un punto di vista operativo alla Tesla, dal punto di vista della sofferenza personale il peggio deve ancora arrivare“, prosegue.

Il tweet che ha terremotato Wall Street è l’ultimo di una serie di campanelli d’allarme. Ultimamente Musk se l’è presa con i venditori allo scoperto – quelli che scommettono che le azioni Tesla perderanno valore – poi con le domande “stupide e noiose” degli analisti, infine con uno speleologo che ha salvato i giovani calciatori nella grotta tailandese definendolo “pedofilo”. Ma lui quel cinguettio lo difende come un “tentativo di trasparenza” e racconta di averlo scritto mentre si recava all’aeroporto, senza informare nessuno e senza aver fatto uso di ‘erba’“, anche se alcuni membri del board – secondo il Nyt – sarebbero al corrente che ha usato occasionalmente “stupefacenti ricreativi”. Nessun rimorso (“perchè dovrei?”) e nessuna intenzione di astenersi dall’uso del social media, anche se ora dovrà renderne conto alla Sec, forse già la prossima settimana. Musk afferma anche di non avere alcun progetto di lasciare il suo doppio ruolo di presidente e chief executive di Tesla, smentendo che sia in corso la ricerca di un numero 2 da affiancargli per alleggerirlo dalle responsabilità e dicendosi pronto a cedere le redini se “c’è qualcun altro che può fare meglio questo lavoro”.