All’epoca non era stata accolta la richiesta d’arresto, ma la Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro ha insistito ed è andata avanti. Fino ai giorni scorsi quando l’ufficio diretto da Nicola Gratteri ha notificato l’avviso di conclusione indagini al consigliere regionale Orlandino Greco, eletto con 7900 voti nel 2014 nella lista “Oliverio Presidente”, dal nome del governatore Mario Oliverio, candidato del centrosinistra.

Oggi capogruppo in consiglio regionale, Orlandino Greco è accusato di concorso esterno alla ‘ndrangheta e corruzione elettorale aggravata dal metodo mafioso. Secondo i pm, infatti, i clan di Cosenza avrebbero votato il politico all’epoca sindaco di Castrolibero in cambio di denaro. Nell’inchiesta è coinvolto anche il suo uomo di fiducia, Aldo Figliuzzi, allora vicesindaco dello stesso comune cosentino. Quest’ultimo e il consigliere regionale Orlandino Greco, stando alle indagini, si sarebbero rivolti al boss Michele Bruni (oggi defunto), conosciuto con il soprannome “Bella Bella”, per ottenere voti in cambio di soldi.

A rivelarlo ai magistrati della Dda sono stati quattro pentiti i cui verbali sono finiti nel fascicolo dell’inchiesta. Per i pm, Greco e Figliuzzi avrebbero pagato il clan per ottenere appoggio elettorale. Lo racconta, tra gli altri, il collaboratore di giustizia Ernesto Foggetti (anche lui indagato) che parla di un legame tra il consigliere regionale e il clan “Bella Bella”. Ventimila euro è la cifra che, secondo il pentito, Orlandino Greco avrebbe pagato al boss Bruni per assicurarsi l’elezione a sindaco nel 2008. Soldi riscossi personalmente dal capoclan. L’inchiesta ha toccato anche la campagna elettorale del 2013. “I rapporti tra Greco, Figliuzzi e la cosca – fa mettere a verbale il pentito Foggetti– sono risalenti nel tempo, così come risalente nel tempo è l’impegno nel procacciare voti a favore dei due predetti politici da parte della organizzazione criminale di cui io e mio padre facevamo parte”.

L’intermediario tra il politico cosentino e il clan sarebbe stato Aldo Figliuzzi che, a detto del pentito, avrebbe organizzato un incontro tra lo stesso collaboratore e Orlandino Greco. A Foggetti, infatti, il vicesindaco di Castrolibero disse che il futuro consigliere regionale “sarebbe venuto a parlare con me. Cosa che in effetti il Greco fece, ribadendomi la richiesta di procacciargli dei voti. Egli mi chiese di mettere a conoscenza Michele Bruni (il boss, ndr) di tale richiesta. Il Greco si rese disponibile a pagare un fiore a Michele e comunque a pagare il corrispettivo per il procacciamento dei voti, corrispettivo che però avrebbe pagato dopo le elezioni e solo se vi fosse stato il buon esito delle medesime”.

Nei verbali del pentito non ci sono solo i soldi ma anche le assunzioni per gli uomini del clan in una cooperativa messa “a disposizione” del boss e dei suoi sodali. Agli amici di Bella Bella, infatti, sarebbe stato garantito uno stipendio senza lavorare. “Il Greco si è impegnato peraltro – aveva rivelato alcuni anni fa il pentito – a offrire sistemazioni lavorative ai nostri affiliati che sarebbero stati utilizzati per la campagna elettorale in suo favore e per il procacciamento dei voti. Figliuzzi e Greco in effetti furono eletti, ritengo anche grazie al nostro impegno ed il Greco mantenne la promessa di corresponsione di somma di denaro quale corrispettivo per il procacciamento dei voti e tramite il suo autista, tale Franco, mi fece consegnare da quest’ultimo la somma di ventimila euro che io consegnai a Michele Bruni”.