Ha 28 anni, origini portoricane ed è stata attivista sostenitrice di Bernie Sanders. Da New York arriva un messaggio chiaro per le elezioni di midterm. Alexandria Ocasio-Cortez ha sconfitto nelle primarie per un seggio alla Camera Joe Crowley, deputato dal 1999. Crowley è colui a cui il partito guardava come successore naturale, nel ruolo di speaker, di un’altra veterana, Nancy Pelosi, nel caso i democratici riescano a riconquistare la maggioranza alla Camera dei Rappresentanti a novembre.

Al suo esordio da candidata, proveniente dal lavoro come organizzatrice nelle comunità locali nel Bronx, ha collaborato alla campagna di Sanders per le presidenziali. È stata eletta in una circoscrizione che include parti di Bronx e Queens con oltre il 57% dei voti e una campagna da circa 300mila dollari, spiccioli al confronto con i 3,3 milioni raccolti da Crowley. Il tutto parlando di politiche sull’immigrazione, mentre l’avversario – certo del successo – ha rifiutato qualsiasi tipo di confronto. Si conferma quindi la tendenza della ‘marcia delle donne’ fra le candidate, mentre fino a ora era stato l’establishment a farla da padrone, al punto da far chiedere che fine avesse fatto quell’energia progressista scatenata da Sanders nel 2016.

Riemerge qui, e chiama alla riflessione, il partito a Washington. Proprio mentre tornano a circolare voci che Michael Bloomberg stia meditando una corsa per le presidenziali, ma questa volta da democratico. Lo riferisce il New York Post, mentre l’ex sindaco di New York ha detto di voler intanto contribuire con 80 milioni di dollari alla campagna dem per il voto di metà mandato.

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