La collina Vorobiev è uno dei punti più alti di Mosca. Da lì, soprattutto con le luci artificiali della notte, si nota un’astronave enorme in mezzo a tanto verde. È lo stadio Luzhniki, in cui verrà inaugurato e si chiuderà il Mondiale di calcio 2018 con la finale del 15 luglio. Un impianto monumentale costruito in 450 giorni e dedicato a Lenin, inaugurato il 31 luglio 1956 in occasione delle Spartachiadi estive, i giochi olimpici riservati esclusivamente ad atleti sovietici delle quindici Repubbliche dell’Urss.

Il Luzhniki, 80mila posti a sedere, sarà il cuore pulsante della manifestazione sportiva. Ma in giro per Mosca ci sono altri luoghi imperdibili per gli appassionati di pallone che invaderanno la Capitale, dalle tombe dei grandi calciatori sovietici del passato come Lev Yashin al mercatino Izmaylovo per comprare la maglia della squadra preferita.

Sono queste alcune tappe dell’itinerario proposto da Mosca Football Guide (edizione InContropiede), una guida che racconta Mosca attraverso il calcio, scritta da Alberto Facchinetti, Giorgio Kudinov, Enzo Palladini e Jvan Sica. Tra un sorso di vodka, uno sguardo alla Piazza Rossa e un libro di un giornalista-polemista sportivo, gli autori portano il viaggiatore alla scoperta della storiche squadre della Capitale, Lokomotiv, Spartak, Dinamo e Cska Mosca, attraverso storie di personaggi, aneddoti e interviste.

L’Italia ai Mondiali non ci sarà, ma il nostro Paese ha esportato negli anni tanti allenatori in terra russa, come Fabio Capello e Nevio Scala, che nella guida raccontano il loro rapporto con la città di Mosca. E se il turista tradizionale è normalmente invitato a scoprire il cimitero Novodevichij, la guida porta il tifoso a visitare il Vagan’ko-vo, dove sono seppelliti i campioni dello sport moscovita. Su tutti Yashin, al secolo “il ragno nero“, unico portiere a vincere il Pallone d’oro. A difendere i pali della Russia, giovedì all’esordio, ci sarà Igor Akinfeev. Avversario, l’Arabia Saudita. Cornice: gli 80mila dello stadio Lenin, anzi Luzhniki.