Ora gli Stati Uniti dovranno andare d’accordo con Canada e Messico, con buona pace di Donald Trump. C’è un Mondiale di calcio da organizzare. Se le Olimpiadi invernali di Pyeongchang potrebbero aver dato il via alla fine delle tensioni tra le due Coree, toccherà adesso al pallone tentare di riunire il Nordamerica. Il Congresso della Fifa riunito a Mosca ha infatti assegnato l’edizione 2026 della Coppa del Mondo alla tripla candidatura Usa, Canada e Messico.

Le battaglie di Trump contro il Messico sono note fin dalla campagna elettorale che ha portato il tycoon alla Casa Bianca. Il presidente degli Stati Uniti ha rilanciato più volte la promessa del Great Wall, il Grande Muro, da costruire al confine meridionale: per ora però dall’annuncio non è ancora passato ai fatti. E’ invece un fatto concreto la guerra commerciale lanciata da Trump: da venerdì primo giugno i dazi sulle importazioni di alluminio e acciaio sono stati estesi non solo all’Europa, ma anche a Messico e Canada. E così sì è arrivati, il weekend scorso, al G7 in Quebec e alla rottura con Justin Trudeau.

Il premier canadese ha attaccato i dazi di Trump: “Noi siamo gentili, siamo ragionevoli, ma non ci faremo maltrattare“, ha detto Trudeau nella conferenza stampa che chiudeva il summit tra i sette grandi della Terra. Un accordo, almeno parziale, sembrava ormai essere stato trovato, dopo le tensioni che il presidente Usa aveva provocato fin dal suo arrivo. Invece Trump ha fatto saltare tutto con un tweet e ha attaccato il premier canadese: “Un disonesto e un debole”.

Questi sono i rapporti con cui Usa, Canada e Messico si apprestano a organizzare un torneo che in ogni caso passerà alla storia. Sarà infatti il primo Mondiale XXL, con il numero delle squadre che passerà da 32 a 48. E sarà anche la prima Coppa del mondo in tre diversi paesi. Gli Stati Uniti saranno comunque lo scenario principale del torneo: secondo il piano della candidatura, 60 delle 80 partite saranno giocate sul suolo a stelle e strisce. Messico e Canada ospiteranno ciascuna dieci partite, mentre la finale si giocherà a Dallas, Los Angeles, New York o New Jersey.

Secondo il dossier presentato dalla candidata vincitrice, la Coppa del Mondo 2026 avrà 16 sedi che verranno scelte tra un gruppo di 23. Tra queste ci sono Città del Messico, Guadalajara e Monterrey. Le 48 nazionali qualificate saranno divise in 16 gruppi da tre. Le prime due di ogni gruppo avanzeranno al turno ad eliminazione diretta.

La candidatura congiunta ha battuto quella del Marocco, sua unica rivale. Il calcio tornerà in Nordamerica 32 anni dopo i Mondiali di Usa 94, vinti dal Brasile ai rigori contro l’Italia di Arrigo Sacchi. Il Messico, d’altra parte, diventerà il primo paese che organizza tre edizioni della Coppa del Mondo, dopo averle già ospitate, da solo, negli anni ’70 e ’64.

Dopo il mondiale di Russia 2018 che è ormai pronto a cominciare, e quello 2022 che si terrà in Qatar e sarà invece il primo in versione invernale, toccherà quindi al Nordamerica. Che avrà otto anni di tempo per dimenticare muri e dazi, e presentarsi unito al 2026. La candidatura, d’altra parte, si chiama proprio United 2026.