Sono i premi degli altri. Dei giornalisti stranieri che guardano e giudicano il cinema italiano. Il Comitato cinema della stampa estera, composto da Richard Heuzé, Tatiana Covor, Peter Loewe, Bernard Bedarida, Carmen Del Vando, Teresa Bustelo, ha deciso i vincitori della 58esima edizione dei Globi d’Oro. I premi vengono assegnati con votazione da una giuria di 33 giornalisti stranieri. Quest’anno sono stati selezionati 31 lungometraggi, 71 documentari e 90 cortometraggi.

Il miglior film è L’intrusa di Leonardo Di Costanzo che aveva già colpito la critica l’anno scorso a Cannes. L’opera, ambientata a Napoli, è stata premiata “per aver sfidato il pubblico scegliendo un racconto frammentario che va a incastrarsi come un puzzle logico e visivo fino alla sorprendente soluzione: il mosaico è completo”. Il premio per l’intrepretazione maschile è stato doppio: a Luca Marinelli per Una questione privata perché “mostra la sua totale devozione al cinema dando di nuovo una grande prova di recitazione nell’ultimo gioiello diretto da Paolo e Vittorio Taviani” e a Toni Servillo per La ragazza nella nebbia “attore – dicono i giudici – che ci ha regalato un Andreotti surreale, un Berlusconi con una somiglianza da brivido per arrivare al corrotto e alternativo ispettore Vogel, con una tale bravura e naturalezza come se fosse al ristorante e si godesse la vita mentre passa dal primo al secondo”. Il film è stato premiato anche per la miglior sceneggiatura: “A Donato Carrisi per aver trasformato il suo romanzo criminale in una sceneggiatura spettacolare che rende i personaggi credibili e fedeli sullo schermo conservando l’intensità e tutta l’atmosfera del suo libro”.

Miglior attrice Paola Cortellesi per Come un gatto in tangenziale “che fin dalla prima immagine provoca un’immediata empatia nello spettatore: il suo tono a volte verace a volte dolce fa di lei una delle attrici più spiritose del cinema italiano”. Ammore e malavita dei Manetti Bros – già protagonista ai David di Donatello è la miglior commedia “per aver saputo trasformare la classica commedia all’italiana in una pittoresca sceneggiata napoletana, fatta di crisi isteriche, grandi sentimenti e sparatorie ma senza dimenticare l’amore, anzi, l’ammore e la musica neomelodica, due inimitabili caratteristiche partenopee“.

Miglior opera prima Maria per Roma di Karen Di Porto “perché il cinema è questo, farci guardare la realtà da un punto di vista sempre nuovo e il cinema di Karen Di Porto – la motivazione del premio – guarda il mondo con gentilezza e sottile ironia. Maria per Roma si muove tra inconcludenti casting, usuali approfittatori ed esilaranti personaggi con la leggerezza di una piuma”. Miglior cortmetraggio Stai Sereno di Daniele Stocchi “per come illustra, con assoluta economia di tempo e mezzi, e senza mai cadere nella pedanteria o nel pietismo, lo smarrimento e la vergogna dei tanti che perdono il lavoro ma sono invitati a essere sereni. Quelli che, diventati i nuovi poveri, sono costretti a fingere che tutto va bene”. Menzione speciale a Numeruomini di Gianfranco Ferraro. Motivazione, film “prodotto dalla Ong Cesvi di Bergamo, realizzato con il sostegno di Brembo, che si occupa di integrazione di migranti minorenni arrivati in Italia da soli. Ci è sembrato giusto incoraggiare questa collaborazione tra una Ong e una grande azienda con l’augurio che anche altre realtà come queste possano seguirne l’esempio di responsabilità sociale”.

Miglior documentario è Caravaggio – L’anima e il sanguè di Jesús Garcés Lambert. “A partire dai documenti originali dopo un’approfondita indagine in diversi archivi storici, la narrazione – la motivazione – si sviluppa su due livelli: quello della digressione artistica con un’eccellente citazione dei luoghi e delle opere dell’artista, mentre l’uomo viene esplorato attraverso scene evocative e simboliche, come metafore della condizione esistenziale di Caravaggio, consentendo di entrare nella sua mente, nei suoi impulsi irrefrenabili”.

Premio per la miglior musica a Pino Donaggio per Dove non ho mai abitato “per aver saputo completare, con le sue composizioni musicali raffinate, l’atmosfera elegante e sofisticata raccontata da Paolo Franchi e sublimare i sentimenti e le emozioni dei due protagonisti”. Miglior fotografia a Fabrizio Lucci per The Place “per aver dato una luce particolare al lato oscuro che c’è in noi e aver punteggiato di molteplici sfumature l’interno cupo di un bar romano nel quale si confidano insospettabili protagonisti”. Il Gran premio della stampa estera è andato a L’esodo di Ciro Formisano.”Un film dal grande coraggio che riflette una realtà invisibile, scomoda ma estremamente vera. Un’immagine forte della frattura esistente tra il ‘palazzo e la vita vera. Un vero film politico. Un esempio – si anche di perfetta simbiosi tra il lavoro del regista e l’interpretazione eccezionale dell’attrice Daniela Poggi“.

Globo alla carriera a Gianni Amelio “che ci ha regalato tanti gioielli cinematografici, da Colpire al cuore, Porte aperte, Il ladro di bambini, fino a La tenerezza, descrivendo nel suo cinema indimenticabili figure paterne, rendendole centri di gravitazione creativa attorno ai quali costruire storie meravigliose”.