“Non c’è un’arma, non c’è violenza, non c’è un cadavere. Come si fa a costruire un thriller senza questi ingredienti? Il sogno più bello nella vita è la risata di un bambino, tranne se la senti di notte, sei solo in casa e non hai figli”. Ha le idee chiarissime Donato Carrisi mentre elabora ad alta voce i meccanismi che inducono l’essere umano a provare paura, o quanto meno inquietudine. Il mistero è nel suo Dna: “me lo diceva fin da piccolo la suora della scuola dove andavo ‘tu Donato hai l’angelo custode cattivo’”. Dal suo ultimo bestseller La ragazza nella nebbia (ed Tea, 2015) è nato l’omonimo film che egli stesso ha deciso di girare siglando così il suo esordio in regia. Produzione importante (la Colorado di Totti e Usai), distribuzione glamour (Medusa) e un cast di attori straordinari (Toni Servillo, Alessio Boni, Lorenzo Richelmy, Galatea Ranzi, Michela Cescon e Jean Reno) tutti rapiti dal testo ma anche dalla limpida consapevolezza di questo autore, unanimemente considerato il principale scrittore di thriller italiano nel mondo con oltre 2,5 milioni di copie vendute dei suoi sei romanzi tradotti in 24 lingue. La ragazza nella nebbia troverà la luce nelle sale a partire dal 26 ottobre, una data che lo ipotizza nel programma della prossima Festa del Cinema di Roma. Con il cinema il 44enne scrittore dalla pugliese Martina Franca ha un rapporto viscerale e che parte da lontano: “Da piccolo con mio padre frequentavo il Cinema Teatro Verdi di Martina Franca; entravo a film già iniziati e poi stavo in sala attendendo che ricominciassero da capo: questo mi ha aiutato ad allenare la fantasia per ricostruire le trame, ed è proprio grazie al cinema che ho imparato a creare strutture. Quindi, tutto sommato, sono figlio del cinema!”.

Vorace lettore e spettatore di thriller e polizieschi, Donato vive in simbiosi con il concetto di suspence “a cui non servono armi, sangue, violenza o cadaveri”. Il racconto – e l’ambientazione del film, tutto girato in Alto-Adige – è squisitamente montano e si concentra sulle conseguenze della sparizione da casa di una 16enne. È Carrisi stesso a narrare la sintesi dell’introduzione: “È il 23 dicembre siamo in un paesino delle Alpi, una ragazzina di 16 anni di nome Anna Lou sparisce e non tornerà più. Arriva un ispettore di nome Vogel che ha una particolarità, lui investiga utilizzando i media. Nella fattispecie fa credere a tutti che Anna Lou l’ha presa un mostro, anche se non ci sono prove”. Protagonisti, si diceva, sono Toni Servillo (“convinto mentre gli raccontavo il libro sotto un temporale”), Alessio Boni e la star francese Jean Reno, “a lui – spiega lo scrittore – ho raccontato la trama nel percorso che lo accompagnava all’aeroporto di New York per prendere un volo per Parigi. Arrivati quasi in chiusura del libro, Jean ha dovuto spegnere il telefono perché sarebbe decollato e appena è atterrato a Parigi mi ha telefonato per sapere il finale, naturalmente ha accettato subito il ruolo!”. Molta è l’attesa per questo importante esordio registico nel panorama cinematografico italiano, specie se accanto alla macchina da presa Carrisi ha dichiarato di aver “invitato ad accomodarsi anche il mio angelo custode cattivo”.

 

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