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Alice Gruppioni, Los Angeles risarcirà con 12 milioni la famiglia della 32enne travolta e uccisa da un’auto nel 2013

La transazione chiude l'azione civile avviata dai familiari contro la città. Secondo il padre di Alice, infatti, l'amministrazione di Los Angeles non aveva messo in sicurezza il lungomare di Venice Beach dove è avvenuto l'omicidio, fatto che avrebbe impedito la morte della donna. Altri due milioni andranno a tre delle 16 persone rimaste ferite nell'assalto
Alice Gruppioni, Los Angeles risarcirà con 12 milioni la famiglia della 32enne travolta e uccisa da un’auto nel 2013
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Era stata investita e uccisa da un’auto sul lungomare di Venice Beach, a Los Angeles, l’imprenditrice bolognese 32enne Alice Gruppioni che si trovava negli Stati Uniti per il viaggio di nozze con il marito Christian Casidei. Nel 2015 la condanna per omicidio a Nathan Campbell, un pregiudicato di 39 anni del Colorado che si trovava alla guida del mezzo. Ora, a quasi 5 anni dalla tragedia, la città degli angeli ha stabilito che risarcirà la famiglia di Gruppioni con 12 milioni di dollari.

La transazione chiude l’azione civile avviata dai familiari contro la città e la contea di Los Angeles un anno dopo la sua morte. Secondo il padre della donna, infatti, il Comune è colpevole di non aver messo “in sicurezza il luogo del delitto. Sicurezza minima che un’amministrazione deve garantire per i suoi cittadini e per le tante persone che vanno negli Stati Uniti”. Gruppioni, che tra l’altro è imprenditore ed ex presidente del Bologna Calcio, aveva spiegato che “la mancanza di questa sicurezza minima di base, come l’assenza di semplici dissuasori che garantiscono una zona pedonale, ha permesso di strappare una figlia a una famiglia, facendo pagare a tutti un prezzo di dolore devastante per tutta la vita”. Oltre ai 12 milioni destinati ai familiari della vittima, la municipalità della città californiana ha predisposto ulteriori 2 milioni da dividere tra tre delle 16 persone che rimasero ferite sul lungomare.

Quando il tribunale di Los Angeles aveva giudicato Campbell colpevole, condannandolo a 42 anni di carcere, il padre di Alice aveva espresso la sua gratitudine per il procuratore generale Victor Avila, aggiungendo però che “per quanto possibile, coi mezzi che ci sono dati per farlo, la giustizia non avrà fatto il suo corso fino a che non avranno pagato tutti quelli che hanno permesso questo omicidio”. Secondo la ricostruzione dei familiari, infatti, il lungomare pedonale di Venice Beach – affollato ogni giorno di ambulanti, turisti e residenti – non era adeguatamente protetto dalla strada. E sarebbe stata proprio questa “situazione di pericolo” a causare la morte di Alice.

In memoria della vittima sarà posta una targa sul lungomare di Venice Beach. “È una cosa importante che venga ricordata anche lì, sull’ultima terra che ha toccato. È una piccolissima soddisfazione, ma comunque è importante”, dice Katia Gruppioni, la zia della ragazza della 32enne. “È importante che sia stata dichiarata molto chiaramente la responsabilità”. Dopo l’omicidio, per cui è stato condannato a 42 anni Nathan Campbell che investì un gruppo di persone in auto, sono state prese misure di sicurezza a protezione della famosa passeggiata. “Ora una cosa del genere non succederà più“.

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